Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Scelte energetiche cold ironing e piani sul GNL

ROMA – Proviamo a metterla così: l’apertura della XVII edizione del master in gestione delle risorse energetiche, che è in programma tra due giorni, lunedì 15 a Montecitorio (aula dei gruppi parlamentari) potrebbe essere l’occasione ormai attesa da tutto il cluster marittimo di chiarire dove si vuole andare con i carburanti alternativi.
[hidepost]“Nuovi scenari di sviluppo per il GNL” è un bel tema: specialmente se quel termine, “nuovi” è davvero up-to-date, cioè attuale.
Perché questo dubbio? Perché proprio di questi tempi stanno emergendo alcune diverse opinioni su come si dovranno sviluppare nei porti le reti a servizio dei sistemi energetici “ecologici”. Prendiamo, ad esempio, la normativa europea che impone per il 2020 (nel Mediterraneo c’è la proroga al 2025) il passaggio a una forte percentuale di GNL nei motori marini. I grandi costruttori (Wartsila, Roll Royce ed altri) hanno già pronte le motorizzazioni adeguate e alcune compagnie di crociere hanno ordinato navi con alimentazione a GNL. C’è il problema, non previsto, del “tonfo” del costo del greggio, che ha reso il fuel navale tanto economico quanto non avveniva da vent’anni: ma si dice che passerà.
Il problema semmai è un altro: la stessa UE da una parte spinge con crescente pressione per una rete di rifornimento di GNL nei porti: e dall’altra continua a finanziare il cold ironing negli stessi porti, cioè l’elettrificazione delle banchine, indirizzata in particolare alle navi più energivore, quelle da crociera. Una pratica che in Italia arriva adesso, mentre in altri porti europei esiste da anni. Ora, proprio noi che siamo il fanalino di coda, ci si sta cominciando a chiedere: sono compatibili i due indirizzi, specie in relazione ai forti investimenti richiesti? E la crescita della rete GNL, con l’aumento delle navi che si alimenteranno con il gas, non sta già rendendo obsoleto (e comunque anti-economico) l’impianto di elettrificazione delle banchine a sua volta spinto dalla UE?
Non è un tema astratto: a Livorno la prima banchina “elettrificata” ha ormai alcuni mesi ma aspetta sempre il primo cliente, perché si discute ancora sulle tariffe da applicare, ammesso che ci siano navi con gli “attacchi” adatti (e per sperimentarla è stato necessario ricorrere a una nave militare) dopo mesi di vana ricerca. Anche La Spezia sta avviando l’elettrificazione della banchina per le navi da crociera, ma a qualcuno è venuto il dubbio. Insomma, tra i due progetti può esserci integrazione o sarà competizione, con probabile vittoria già prevedibile del sistema GNL? Si attendono chiarimenti, per non buttare altri miliardi al vento.
Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
13 Febbraio 2016

Potrebbe interessarti

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio