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Ok al “metodo” Delrio per le presidenze AdS

Con la richiesta delle candidature (anche europee) il ministro vuole tagliare fuori le influenze della “cattiva politica” – Si chiude un’epoca dominata dagli interventi dei Tar sulle competenze e le incompatibilità – L’auspicio sui tempi

Nereo Marcucci

ROMA – Nereo Paolo Marcucci, presidente di Confetra, è tra i più attenti analisti della riforma dei porti di recente presentata dal ministro Delrio, con l’appendice dei “curricula” che stanno già piovendo per le presidenze. Lo abbiamo intervistato.

Il Ministro Delrio ha manifestato l’intenzione di acquisire manifestazioni di interesse da parte di coloro che fossero interessati a ricoprire in via esclusiva il ruolo di presidente di Autorità di sistema ….
[hidepost]Per le informazioni che ho il ministro intende avere a disposizione una banca dati di persone che abbiano precise competenze tra le quali individuarne alcune da sottoporre all’intesa con i presidenti delle Regioni.
Sarà un bando di gara come ipotizzarono a Genova qualche anno fa?
Direi di no. L’avviso che sarà pubblicato non avrà natura concorsuale, non vi saranno graduatorie, esclusioni, ricorsi. La novità consiste nel fatto che potranno candidarsi persone che, pur capaci, non avrebbero potuto contare sui circuiti tradizionali. Si allarga la cerchia delle possibilità di scelta senza mortificare quelle tradizionali considerando il diritto/dovere del ministro e dei presidenti delle Regioni di dire l’ultima parola.
Una foglia di fico?
No. Registro la convinzione diffusa tra gli operatori che il ministro sia consapevole che il successo del set di strumenti che vanno sotto il nome di riforma (della quale la governance è solo un aspetto) abbia bisogno di persone adeguate. Un elenco riservato di disponibilità, che dovranno essere a tempo pieno e di buon livello gli consentirà di contenere le possibili pressioni della cattiva politica.
Ed infine?
Potranno esprimere la propria disponibilità cittadini comunitari competenti non in conflitto di interessi. Spero che ci lasceremo alle spalle gli ultimi anni nel corso del quali la magistratura amministrativa ha dovuto pronunciarsi sulla competenza professionale di questo o quel presidente, sulla esistenza di conflitti di interesse e la Corte Europea addirittura sul requisito della nazionalità.
Nessuna obiezione dunque?
Una, che ho già avuto occasione di rappresentare. Nei primi giorni di settembre il decreto legislativo, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sarà in vigore. Sarà possibile chiudere con i Commissariamenti di ben 15 porti italiani. Auspico che contestualmente si concluda anche il percorso parallelo che il ministro intende avviare.
A.F.

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Pubblicato il
6 Agosto 2016

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