Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

L’ENEL dismette 23 centrali 6 vendite già in corso d’opera

ROMA – Sei grandi impianti Enel per la produzione di energia elettrica stanno per essere messi sul mercato, con destinazioni diverse ma con la definitiva chiusura come generatori di corrente.

Come si vede dalla mappa (fonte Enel) le centrali che l’Enel intende dismettere in tempi più o meno rapidi sono molte di più: ben 23, che non rispondono più a criteri di economia o di difesa ambientale. Un apposito progetto, Futur-E è stato presentato da Enel e comporta anche la consultazione delle popolazioni delle zone interessate.

[hidepost]

Le centrali interessate a tempi più rapidi sono a Rossano Calabro, Montalto di Castro, Marghera (già ceduta) Modena (Carpi) Camerata Picena e Livorno. Quest’ultima centrale da tempo è nel mirino perché alimentata da olio pesante e accusata (a torto o ragione) di essere inquinante. La sua produzione è stata progressivamente ridotta e una parte dell’impianto è utilizzata come centro di sperimentazione. La centrale di Livorno ha anche riflessi importanti sul porto perché ha una banchina dedicata (darsena petroli) e condiziona con i tubi sottomarini il canale di accesso al porto dei containers.

Tra le centrali in fase di cessione c’è anche quella di Piombino, alimentata da olio pesante come quella di Livorno. E’ in corso la procedura di vendita dell’impianto, con l’Enel che sta conducendo una “valutazione preventiva” delle proposte che sono state presentate da aziende interessate all’acquisto. Una apposita commissione, di cui fanno parte anche le istituzioni locali, ha concluso da poco l’esame delle proposte delle aspiranti all’acquisto e dovrebbe dare a breve i risultati.

Come potranno essere utilizzati gli impianti che Enel va cedendo? Ad Assemini in Sardegna, l’Enel ha convertito l’impianto: non produce più energia ed è diventato un parco di insediamenti di piccole imprese. Per alcune centrali sono stati avviati concorsi di idee, con il coinvolgimento delle università. Da qualche parte si è anche ipotizzato di mantenere la produzione elettrica ma convertendo gli impianti con l’alimentazione a GNL, il che tuttavia in parecchi casi risulterebbe antieconomico per le forti spese della riconversione.

[/hidepost]

Pubblicato il
13 Settembre 2017

Potrebbe interessarti

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio