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Allarme PMI ora in Italia non paga nessuno

GENOVA – In Italia non paga più nessuno, né lo Stato, né i privati. E ciò in violazione di tutti gli impegni assunti dall’Italia anche con l’Unione europea. Trasportounito, l’associazione che opera nel settore dell’autotrasporto, ha lanciato un vero e proprio guanto di sfida alla politica, intervenendo all’assemblea nazionale di Cepi, la Confederazione europea delle piccole imprese di Salerno. “In un quadro di riferimento nazionale che vede una sistematica violazione delle norme fissate dalla Direttiva comunitaria 2011/7/Ue e dalla legge del 2012 di recepimento nell’ordinamento italiano – afferma Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – risulta sorprendente l’ignoranza del mondo politico e l’incapacità di capire che il sistema nazionale delle piccole e medie imprese tracolla proprio perché naviga in una situazione di totale incertezza circa il pagamento delle sue prestazioni da parte della pubblica amministrazione ma anche della committenza privata”.

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“Provocatoriamente potremmo affermare – sottolinea Longo – che chi cavalcherà questa protesta, e renderà davvero efficace e applicata nei fatti la norma che ha reso obbligatorio il saldo a trenta giorni, pena il pagamento di interessi, danni e l’arrivo automatico di un decreto ingiuntivo, si conquisterà il consenso di migliaia di imprese e di almeno un milione di addetti. Il che, in periodo elettorale, non è cosa da poco”.

Nel settore dell’autotrasporto, unica eccezione nel quadro delle prestazioni di trasporto che in tutte le altre modalità vengono pagate e saldate anticipatamente attraverso il biglietto, la dilazione dei tempi di pagamento da parte della committenza è diventata la regola al punto che le aziende del settore devono far fronte costantemente a una situazione di indebitamento cronico e di carenza di liquidità. E queste sono fra l’altro le precondizioni per precipitare nell’illegalità e nella violazione costante delle norme di sicurezza sulle strade”.

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Pubblicato il
4 Ottobre 2017

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