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Protocollo di intesa a Livorno per delocalizzare il Rivellino

Stefano Corsini

LIVORNO – E’ stato firmato un accordo strategico per arrivare a delocalizzare il depuratore del Rivellino, oggi ormai circondato dalla città, in un’area di proprietà della Port Authority, in fondo a via Enriques, e per definire un programma di interventi urgenti finalizzati a raggiungere gli obiettivi di qualità dello scarico delle acque trattate dall’impianto di depurazione. Regione Toscana, Autorità di Sistema Portuale, Autorità Idrica Toscana, Comune di Livorno e Asa uniranno le forze per raggiungere un obiettivo comune; e lo fanno attraverso un protocollo di intesa che reca in calce le firme digitali del presidente Enrico Rossi, del primo cittadino, Filippo Nogarin, del numero uno della Port Authority dell’Alto Tirreno, Stefano Corsini, del direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Alessandro Mazzei e del vertice dell’Azienda Servizi Ambientali, Marcello Trebino.

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Il quadro di indirizzo progettuale prevede tre step: nella prima fase, che ha già la copertura finanziaria, viene colmato il deficit depurativo  dell’attuale impianto di depurazione attraverso l’attivazione di una nuova linea depurativa dalla potenzialità complessiva di almeno 30.000 abitanti equivalenti (15.000 a.e per il civile + 15.000 a.e per l’industriale). Il nuovo impianto, ubicato presso la piattaforma per acque industriali di Paduletta, sarà collegato alla piattaforma di trattamento fanghi esistente al Picchianti. Successivamente verrà completato il trasferimento della linea acque della città di Livorno mediante la realizzazione di nuove linee a Paduletta, per una complessiva capacità di circa 250.000 abitanti equivalenti. Nella terza fase si procederà al trasferimento anche di tutta la linea fanghi presso la nuova localizzazione di via Enriques in località Paduletta.

Gli enti firmatari si impegnano a recuperare le risorse necessarie per sviluppare la seconda e terza fase. Per Corsini, quella formalizzata con l’accordo di programma è una collaborazione proficua, ed è la dimostrazione che, insieme, le istituzioni possono interpretare un ruolo di primo piano nella risoluzione dei problemi cittadini: “La delocalizzazione dell’impianto di depurazione delle acque reflue dalla zona del Rivellino garantirà al porto benefici importanti – ha detto – e contribuirà a migliorare la qualità delle acque portuali così come richiesto dalla Valutazione Ambientale Strategica sul Piano Regolatore Portuale. Crediamo in questo progetto a tal punto da mettere a disposizione della cittadinanza aree di nostra proprietà ad est del terminal ferroviario del Calambrone per il trasferimento del depuratore”.

Soddisfatto il primo cittadino: “A Livorno si parla di delocalizzare il Rivellino da oltre 20 anni – ha detto Nogarin – ma questo è il primo vero passo concreto mai fatto. È un’operazione che ha due obiettivi: dotare la città e l’area del porto di un impianto di depurazione efficiente, in grado di far risparmiare i cittadini. E liberare un’area storica di Livorno, restituendole la dignità urbanistica e la salubrità ambientale che merita. Questo intervento ci permetterà di aprire la Venezia a nuove opportunità di sviluppo turistico e di valorizzazione monumentale e architettonica”.

L’Asa, in qualità di gestore unico del servizio idrico integrato (Fornitura acqua potabile, industriale e depurazione) si impegnerà a svolgere il ruolo del soggetto attuatore degli interventi del Servizio Idrico Integrato previsti nel presente protocollo d’intesa e a rivestire il ruolo di gestore di tutte le nuove infrastrutture pubbliche per tale servizio  realizzate.

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Pubblicato il
11 Novembre 2017

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