Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti

Cargo aereo e la dicotomia Pisa-Firenze

PISA – In un mondo della logistica che corre ormai alla velocità almeno subsonica- battuto solo dal Bit/Coin, fino a quando la “bolla” della moneta virtuale durerà – il cargo aereo è al centro degli investimenti privati e dei progetti pubblici. Ne sa qualcosa anche l’aeroporto Galilei di Pisa, da qualche anno è diventato l’hub del centro Italia per DHL, (gruppo Deutshe Post) che se la vede con Bologna proprio nel cargo. Malgrado la palla al piede del Vespucci di Firenze, che condiziona – con l’eterno dibattito su una pista lunga d’incerto futuro – i grandi progetti del gruppo diretto operativamente da Gina Giani.

[hidepost]

Al Galilei DHL lavora molto bene, come più volte da confermato Alberto Nobis, presidente e Ad di DHL Express Italy. Tanto che nel piano degli investimenti per adeguare gli scali aerei italiani agli standard più avanzati, il Galilei è tra quelli che meno hanno bisogno d’interventi, vista la qualità già fornita. Anche i risultati ci sono: in un incremento nazionale del cargo aereo certificato intorno all’11% nei primi nove mesi di quest’anno (su aumenti che nel biennio precedente erano stati complessivamente del 14,2%) il Galilei è sopra la media. E lo è anche sul valore delle merci spedite, perché come ha sottolineato giorni fa il ministro Delrio in un convegno a Malpensa, “sul cargo aereo viaggiano merci preziose, con un altissimo valore aggiunto”.

Va tutto bene dunque al Galilei? Scioperi a parte – ma la loro incidenza sulla funzionalità dell’aeroporto pisano è stata abbastanza ridotta – il vero problema rimane la dicotomia con il Vespucci di Firenze: le cui velleità di crescita continuano ad essere frustrate, incidendo sull’intero progetto di Toscana Aeroporti. In una visione internazionale – meglio ancora intercontinentale – il progetto di sviluppare anche l’aeroporto di Firenze che è “quasi” alla periferia del più grande e sviluppabile Galilei – ci sono mega/aeroporti ben più distanti dai centri urbani di riferimento da quanto Firenze sia lontano da Pisa – è criticabile e criticata. Semmai andrebbero velocizzati i collegamenti ferroviari tra due aeroporti, operazione che costerebbe infinitamente meno – anche in tempi – della contrastata grande pista di Firenze. La quale troverà sempre, oltre  all’opposizione del territorio,  un formidabile concorrente – dicono gli esperti – nell’aeroporto di Bologna, che oggi è (sul “ferro” almeno) più vicino del Galilei.

Altro punto critico, comune a tutti gli scali nazionali, è la burocrazia doganale. Che si è evoluta, bisogna ammetterlo: ma che non potrà rispondere ai migliori criteri di semplificazione e velocizzazione – lo stesso Delrio l’ha ammesso a Malpensa – fino a quando non partirà lo sportello unico doganale. C’è ancora parecchio da fare in questo senso. E non c’è tempo da perdere, come sanno bene sia a Pisa che a Roma.

*

Se il quadro generale del cargo aereo risulta in positivo, stiamo però registrando un assurdo tutto legato alle prossime festività e ai previsti consumi: non si trovano più aerei per trasportare le merci verso i mercati di maggior assorbimento, ovvero gli Usa da una parte e il Far East dall’altra. Peggio: anche per le società di spedizioni leader, come la Savino Del Bene di Firenze, sta risultando molto difficile persino spedire verso Hong Kong e i terminal aerei cinesi con aerei noleggiati: perché non ci sono più “slot” a terra disponibili, quindi gli aerei non possono atterrare. Per gli Usa pesa anche  la mancanza di quel collegamento diretto che la Delta faceva dal Galilei di Pisa almeno d’estate. E merci ricche come la moda – abbigliamento, scarpe etc. – in questi giorni è ferma nei magazzini, alla disperata ricerca di vettori veloci. Merci per le quali i 14 giorni del transito navale con gli Usa e i 24 con il Far East non sono proponibili.

Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
2 Dicembre 2017

Potrebbe interessarti

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio