Federagenti: il “valore aggiunto” dei grandi player
Riceviamo:
Caro Direttore,
Le sono estremamente grato per l’attenzione e lo spazio che La Gazzetta Marittima ha sempre nei confronti miei e di Federagenti, ma, a questo giro, il tam tam delle affermazioni riprese più volte, temo abbia colpito, provocando distorsioni e confusione non volute e di cui, se ne sono stato causa, chiedo venia. Appare infatti che, in qualità di presidente di Federagenti, avrei sparato alzo zero contro il cambiamento ormai da anni in atto nel mercato del trasporto container, dove, alla concentrazione del mercato stesso sotto il controllo di un numero più stretto di player, ha corrisposto una parallela concentrazione nel mondo delle agenzie marittime controllate sempre più di frequente, dagli stessi gruppi armatoriali internazionali.
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È vero però l’esatto contrario: a Porto Cervo, in occasione dell’assemblea annuale di Federagenti, ho affermato (e spero dimostrato con i numeri) che i grandi gruppi internazionali sbarcati in Italia stiano provocando una crescita complessiva del settore e come stiano generando un importantissimo valore aggiunto anche nel campo delle agenzie marittime. Per cultura, vocazione accademica e mentalità personale so che i grandi fenomeni di concentrazione, che ho evidenziato nella mia relazione a Porto Cervo, non possono essere arrestati. A Porto Cervo, così come in altre occasioni, ho sottolineato che i grandi investimenti internazionali nello shipping italiano, ovvero in terminal e agenzie marittime hanno un valore aggiunto del tutto particolare: quello di non poter essere oggetto di delocalizzazione e quindi di essere portatori netti di know how, capitalizzazione e relazioni. Tutti semi per una crescita e una evoluzione del settore che non è certo ancorato, per quanto riguarda le agenzie marittime e la presidenza di Federagenti, alle logiche dello scagno che fanno parte di una storia, suggestiva, ma ormai ampiamente superata.
Gian Enzo Duci
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Caro Presidente, il chiarimento che cortesemente ha voluto inviarci fa giustizia di una serie di interpretazioni – vogliamo metterci anche la nostra? – che ha seguito l’importante relazione da Lei tenuta a Porto Cervo. E che in alcuni aspetti possono, come lei giustamente sottolinea, aver creato un qualche sconcerto. Nel nostro commento che lei cita – e la ringrazio dei ringraziamenti – abbiamo voluto mettere l’accento in particolare sulle difficoltà che oggi incontrano molti agenti marittimi, non solo e non tanto per le concentrazioni – meno “clienti”, meno agenzie, sostengono – quanto per i costi e le tariffe. Voci raccolte dai tanti agenti anche nostri lettori e che non è certo giusto attribuire a lei. Come non le abbiamo attribuito nemmeno i ricordi dello “scagno”, che come giustamente sottolinea, fa parte di un passato da tempo chiuso. Ancora grazie.
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