Al meeting di Dubai l’esperienza italiana della lotta contro la criminalità
Ufficiale dei Carabinieri a confronto con i modelli di sicurezza all’estero

PIL-Batch-2026
DUBAI (Emirati Arabi Uniti). Il programma internazionale sotto il segno dell’innovazione e della leadership nelle forze di polizia ha chiamato a raccolta professionisti della sicurezza provenienti da diversi Paesi: l’esperienza italiana nel campo dell’ordine pubblico e della sicurezza è stata portata sulla scena internazionale a Dubai. L’Italia è stata rappresentata da Vincenzo Vecchione, tenente dell’Arma dei Carabinieri: secondo quando riferito in una nota delle forze di polizia emiratine, ha illustrato il modello italiano di sicurezza, condividendo «le competenze maturate dai Carabinieri nelle attività di controllo del territorio, nelle indagini criminali, nell’attività informativa, nella gestione dell’ordine pubblico e nella collaborazione con l’autorità giudiziaria».
Durante gli incontri, sono state messe in evidenza le peculiarità dell’Arma: a cominciare dalla sua natura unica di forza di polizia a competenza generale e forza armata, com’è stato sottolineato. L’ufficiale italiano, secondo quanto viene riportato, ha segnalato che tale doppia identità consente ai carabinieri di coniugare disciplina militare, capacità investigativa, flessibilità operativa e forte vicinanza alle comunità locali.

Il tenente Vecchione durante i lavori dell’incontro di Dubai
Il contributo italiano alle discussioni – è stato messo in evidenza – si è concentrato in particolare sul contrasto alla criminalità organizzata, sull’integrazione tra attività preventive e investigative e sulla stretta cooperazione tra forze dell’ordine, magistratura e altre istituzioni nazionali. Vecchione ha inoltre sottolineato come la formazione militare favorisca qualità fondamentali quali resilienza, adattabilità e capacità decisionale in contesti complessi e ad alta pressione.
L’incontro internazionale è stata anche occasione di confronto con modelli innovativi adottati da altre realtà di polizia nel mondo. Viene riferito che tra gli aspetti che hanno maggiormente colpito il tenente Vecchione vi è stata la capacità della polizia di Dubai di coniugare elevati standard di sicurezza con una forte visione orientata all’innovazione e alla modernizzazione dei servizi. Ad esempio, le “Smart Police Stations”: si tratta di «strutture che offrono servizi di polizia 24 ore su 24 attraverso sistemi intelligenti progettati per garantire accessibilità, efficienza e tutela della privacy dei cittadini».
Riflettendo sulle principali lezioni apprese, il tenente Vecchione ha messo in evidenza un concetto: il futuro delle forze di polizia non può essere legato esclusivamente all’evoluzione tecnologica, sono indispensabili «anche la leadership, l’etica, la fiducia dei cittadini e la capacità di gestire il cambiamento in modo responsabile», ha spiegato ribadendo che il giudizio umano deve continuare a svolgere un ruolo centrale anche in un contesto caratterizzato dalla crescente diffusione di strumenti digitali e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.
C’è anche un altro aspetto al quale guardare: secondo quanto riportato, Vecchione ritiene che la cooperazione internazionale rappresenterà uno degli elementi determinanti per affrontare minacce sempre più globali e tecnologicamente avanzate perché «le minacce odierne sono sempre più transnazionali, interconnesse e supportate dalla tecnologia». Serviranno perciò la costruzione di collaborazioni «fondate sulla fiducia, dalla condivisione delle informazioni e dalla formazione congiunta».











