Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Federlogistica-Conftrasporto rischi da Genova per i porti italiani

Luigi Merlo

ROMA – Il Decreto Genova mette a rischio la tenuta dei porti italiani. L’allarme viene dal presidente di Federlogistica-Conftrasporto Luigi Merlo. Che, se da un lato apprezza l’impegno di governo e parlamento a favore del porto, delle imprese e dei lavoratori, dall’altro evidenzia gli effetti rischiosi delle modifiche apportate al decreto.

“Mi riferisco in particolar modo all’articolo 9 bis della proposta di decreto, che attribuisce al commissario straordinario (che è anche il sindaco di Genova) il potere di assumere provvedimenti sulle opere portuali – spiega Merlo -. Non solo: le opere sarebbero eseguite in deroga alla norme vigenti, in analogia con quanto avverrebbe per la ricostruzione del ponte. Una definizione così vasta, senza un’indicazione di quali siano le opere connesse alle emergenze, rischia di portare problemi interpretativi ai vertici e alla stessa struttura della Autorità di sistema portuale (AdSP). Allo stesso tempo, può creare un grave vulnus nei confronti del sistema portuale italiano”.

[hidepost]

“Per la prima volta il governo del porto verrebbe (inizialmente) affidato direttamente al sindaco: un principio che potrebbe sovvertire la storia della portualità e della normativa italiana di settore. Con un’Autorità di sistema di fatto commissariata – chiede Merlo – quale sarebbe ad esempio il ruolo del Comitato di Gestione? Questa norma varrebbe anche per le opere da eseguire nel porto di Savona?”.

“Se proprio sono necessari poteri speciali – prosegue il presidente di Federlogistica-Conftrasporto – perché non attribuirli direttamente al presidente dell’AdSP? Se si ritiene che, a causa di provvedimenti e norme riguardanti più ministeri, sia diventato praticamente impossibile per le Autorità di sistema portuale avviare opere infrastrutturali, credo si debba intervenire velocemente per mettere gli scali nelle condizioni di far partire i lavori: sono molte le opere ferme, e per diversi miliardi di euro”.

“Con un intelligente correttivo si potrebbe mettere il porto di Genova nella condizione di accelerare le opere connesse all’emergenza, magari dando contemporaneamente un supporto normativo anche al resto del sistema portuale – aggiunge Merlo -. Governare il primo porto italiano è difficile e complesso. Per questo, quando si interviene normativamente, occorre farlo con prudenza e avvedutezza, magari demandando a un provvedimento successivo che contenga indicazioni più articolate e magari un elenco delle opere prioritarie”.

“A volte fretta e concitazione, unite alle più disparate sollecitazioni, sono cattive consigliere”, conclude il presidente di Federlogistica-Conftrasporto.

[/hidepost]

Pubblicato il
3 Novembre 2018

Potrebbe interessarti

In ricordo del sor Aldo

LIVORNO.  Forse perché invecchiando il presente richiama sempre di più il passato. O forse perché gli amici veri rimangono legami importanti anche se non ci sono più.  È così che ogni 15 settembre mi...

Leggi ancora

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio