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Duecentomila firme per la legge “Salvamare”

Nella foto: La consegna delle firme da parte dei dirigenti di Cetacea e Marevivo.

ROMA – Sono state consegnate al ministero dell’Ambiente le oltre duecentomila firme raccolte con la petizione “Si approvi subito la legge affinché i pescatori diventino sentinelle del mare”, per sostenere la legge Salvamare, lanciata su Change.org da Fondazione Cetacea Onlus e Marevivo Onlus. Ad incontrare il ministro Sergio Costa sono andati Rosalba Giugni, presidente di Marevivo, Sauro Pari, presidente di Fondazione Cetacea, Stephanie Brancaforte, executive director di Change.org, Tomas Parenti, comandante del peschereccio Levriero II di Rimini, con la partecipazione di Licia Colò, madrina di eccezione di questa iniziativa.

«Ringrazio le oltre duecentomila persone che hanno firmato la petizione per sostenere la legge Salvamare. Sono il segnale di una condivisione che sento nel Paese davvero ampia. Non passa giorno senza che arrivi al ministero un’adesione alla campagna per eliminare la plastica monouso, soprattutto ora alla vigilia della stagione balneare. I pescatori aspettano questa legge, i cittadini pure. Sono fiducioso che l’iter della legge proceda spedito» ha dichiarato Sergio Costa, ministro dell’Ambiente.

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«Nonostante il DDL Salvamare, che consente ai pescatori di riportare a terra i rifiuti solidi marini, che raccolgono accidentalmente durante l’attività di pesca, sia passato al Consiglio dei Ministri – dichiara Rosalba Giugni – è necessario che la legge sia approvata al più presto, come richiesto dall’associazione e dagli stessi cittadini italiani. Si tratta di un primo traguardo per combattere la marine litter, ma occorre che non ci siano ritardi normativi per liberare al più presto il mare dai rifiuti. È importante ridurre il problema alla radice e che la Legge Salvamare sia completata recependo al più presto la direttiva europea sulla plastica monouso tra l’altro lacunosa perché, come già sottolineato da Marevivo, non include i bicchieri di plastica».

«Da anni collaboriamo coi pescatori dell’Adriatico per la salvaguardia delle tartarughe marine e dei delfini e due anni fa, nell’ambito del progetto Europeo Clean Sea Life, abbiamo cominciato ad organizzare azioni di Fishing for Litter – dice Sauro Pari -. In questa occasione abbiamo raccolto lo scoramento dei pescatori, costretti ogni giorno a ributtare in mare l’immondizia presa dalle loro reti. Di qui l’appello al Ministro che rinnoviamo affinché la legge Salvamare abbia un iter veloce ed affronti anche il nodo del reperimento fondi per lo smaltimento dei rifiuti marini. Occorre evitare quanto accaduto con la 472 del 2013».

«Come Change.org siamo felici di aver supportato questa campagna che ha saputo portare all’attenzione delle istituzioni la voce di oltre 200.000 cittadini. In questi mesi – afferma Stephanie Brancaforte – abbiamo portato all’attenzione della politica diverse campagne lanciate da cittadini e associazioni che chiedono azioni concrete alle istituzioni per mettere una parola fine all’utilizzo della plastica e all’inquinamento che questa produce sui nostri territori. Siamo felici che il Ministro dell’Ambiente sia in ascolto delle richieste che vengono dai cittadini e dalla società civile e ci auguriamo di poter continuare a interrogare proficuamente la politica su quelle che sono le priorità dei cittadini italiani in merito ad ambiente e sostenibilità».

Per Tomas Parenti, 22 anni, più giovane comandante di peschereccio della marineria di Rimini e “spazzino del mare”: «Noi da ormai quattro mesi tutte le settimane riportiamo in porto i rifiuti, in media un grosso sacco da 30-40 chilogrammi ad ogni uscita. Ultimamente stavamo pescando più plastica che pesce, arrivando anche a rompere un numero elevato di reti. Era necessario fare qualcosa, soprattutto sensibilizzare chi di dovere a far trovare al porto dei cassonetti appositi per noi pescatori altrimenti paradossalmente rischiamo invece una multa. Per questo motivo, molti preferiscono ributtare in mare i rifiuti che tirano su dalle reti, anche se stiamo cercando di convincere tutti a fare come noi».

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Pubblicato il
15 Maggio 2019

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