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Ma sui fumi più fake news che realtà?

LA VALLETTA – Bisognerà pur trovare un punto d’accordo anche sulle ricerche cosiddette “scientifiche”. Perché se da una parte le Autorità di sistema – si veda qui a fianco Civitavecchia – riferiscono i dati abbastanza positivi delle ARPA sull’inquinamento da fumi delle navi, dall’altra parte c’è chi spara a zero. È il caso di questa nota, raccolta dall’Ansa e proveniente da Malta in data 12 giugno.

Le navi da crociera che frequentano i porti e le coste europee producono quasi 10 volte più ossido di zolfo (SOx) di tutta l’intera flotta di 260 milioni di auto che circola in Europa. È quanto denunciato nello studio presentato dalla Ong ‘Transport&Envirnment’, basato su dati del 2017. Spagna, Italia, Grecia, Francia e Norvegia i cinque paesi più colpiti dall’inquinamento prodotti dai fumi dei giganti del mare. Ma i primi quattro singoli porti più colpiti da SOx e NOx (ossidi di azoto) sono Barcellona, Palma di Maiorca, Malta, Venezia e Civitavecchia.

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Secondo il rapporto della Ong a Malta, dove nel 2017 hanno attraccato 83 navi da crociera, ci sono circa 283mila veicoli stradali, che nel complesso hanno generato 3,4 tonnellate di ossidi di zolfo tossici. Le navi ne hanno prodotte 178 volte di più: 502,8 tonnellate. Per quanto riguarda gli ossidi di azoto, le 83 navi da sole sono riuscite a produrre il 70% di tutto messo dal trasporto su gomma ed il 30% del particolato (PM2.5). “Le navi da crociera di lusso sono città galleggianti alimentate da alcuni dei carburanti più inquinanti che esistano” ha denunciato il responsabile per le politiche navali di T&E, Faig Abbasov. (ANSA). Fin qui la nota: ma anche l’ultima affermazione sembra più frutto di disinformazione che della realtà, visto che le ultime generazioni di navi da crociera vantano risultati “green” tutt’altro che in linea con le denunce della Ong.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
15 Giugno 2019

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