Tempo per la lettura: 2 minuti

Porti e logistica, quale domani se i terminal vanno agli armatori

ROMA – Le ultime indicazioni sono uscite dalla Genoa Shipping Week, come riferiamo in altra pagina con i servizi della nostra Cinzia Garofoli. Ma il nodo rimane fondamentalmente a Roma. E per qualcuno, addirittura a Ginevra. Tema: in tempi di confusione generale a livello di governo nazionale, con il ministero delle Infrastrutture e Trasporti che è di fatto senza i due vice-ministri che dovevano occuparsi di trasporti e (Rixi) di porti, l’argomento del contendere l’ha messo sul tavolo a chiare note l’avvocato Alberto Rossi (MSC) ricordando non solo che i grandi armatori devono arrivare a controllare l’intera catena logistica, ma anche che lo stanno facendo. Corollario: la Mediterranean Shipping Company di Gianluigi Aponte è abituata a far seguire i fatti alle parole (e qualche volta i primi precedono le seconde), tanto che è già terminalista in almeno una dozzina di porti. Ci si può chiedere, alla luce della dottrina tradizionale, se sia un bene o un male: ma dove Aponte sta investendo forze, progetti (e risorse economiche) le cose sembrano marciare meglio.

[hidepost]

Lo scontro, non possiamo ignorarlo, è ormai proprio sui grandi gruppi armatoriali che scendono a terra e controllano i terminal. Mettere sotto accusa MSC in questa strategia sarebbe ignorare che i colossi cinesi, ma anche quelli euro-mondiali come Maersk, lo fanno ormai da tempo. Quello che manca, a questo punto, è una vera e forte autorità regolatrice, che tutti avremmo identificato nel governo e nel suo ministero. Tema delicato, perché coinvolge necessariamente giudizi politici che esulano da queste pagine. Ma ci sembra personalmente almeno imbarazzante che di fronte a tutte le urgenze nelle infrastrutture che il Paese ricorda ogni giorni, l’unica grande “festa” con tanto di centinaia di riprese Tv in diretta e altrettante mosche cocchiere sia stata solo la distruzione del ponte Morandi. Demolire l’inutile e pericoloso va bene. Ma a quando costruire l’utile, anzi l’urgentemente indispensabile? L’esempio di Tanger 2 (in questo stesso giornale) è devastante, visto che in due anni ce l’hanno fatto (obiettivo 9 milioni di TEU) dal niente.

A.F.

P.S. – Nella relazione dell’avvocato Rossi ci sarebbe anche un punto che riguarda la Darsena Europa di Livorno. Che secondo lui – e quindi presumibilmente MSC – non sarebbe poi così indispensabile e tantomeno urgente. C’è da capire allora perché faccia parte dei documenti di programmazione del governo e ci siano già indicati contributi statali, studi, anche tempi. Boh?

A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
3 Luglio 2019

Potrebbe interessarti

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio