L’estate del nostro scontento

ROMA – Bisognerà pur smetterla, una volta o l’altra, starsene sul pero a cinguettare che “bisognerebbe fare” oppure che “bisognerebbe avere”. E non parlo di giudizi negativi sulla classe politica o sulla grande burocrazia: ne circolano abbastanza per potermi esimere. Ma la presa di posizione, riportata qui a fianco, delle categorie che operano nella logistica in Confetra, una volta tanto spalla a spalla con le confederazioni sindacali, è finalmente qualcosa che assomiglia ad un ultimatum. Potremmo leggerla con una battutaccia: ministro, se ci sei batti un colpo. Mi dicono che Ivano Russo, dinamico direttore di Confetra, abbia spinto per scendere dal pero, ovviamente in piena sintonia con il presidente Marcucci, il consiglio e tutte le categorie.

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