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Al MIT il geometra attivista

ROMA – Scegliete voi: se il bicchiere è mezzo pieno oppure mezzo (o totalmente) vuoto.

Se preferite che sia mezzo pieno, possiamo consolarci: la squadra di governo per le Infrastrutture e Trasporti adesso è al completo: c’è il ministro, Paola De Micheli, ed ora è arrivato anche il suo vice, Giovanni Carlo Cancellieri, geometra di Caltanissetta. Tempo veloce per la scelta, a differenza delle lungaggini che hanno accompagnato la nomina dei ministri. Cancellieri ha 37 anni, è uno sfegatato attivista dei 5stelle, si è occupato di ambiente, di diritti civili e di immigrati con molto impegno “grillino”.

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Bicchiere mezzo vuoto: molti, noi compresi, speravano (speravamo) che vista la scarsa competenza sulle grandi infrastrutture marittime del ministro, almeno il sottosegretario masticasse quanto basta su porti, logistica, infrastrutture. Qualcuno si era spinto anche a ipotizzare che la “poltrona” spettasse a un esponente della portualità vero e proprio. E c’era stata, come avevamo scritto, l’ipotesi di nominare l’ex sindaco di Livorno Filippo Nogarin, che ha retto la carica di presidente nazionale dell’Associazione dei comuni portuali. Nogarin è stato invece “impallinato” dalla magistratura per le tragiche morti nell’alluvione di due anni fa, e ciò è bastato a farlo fuori, con (probabile) soddisfazione dell’area PD di governo. Una coincidenza, certo, che ha stoppato ogni aspirazione di una sua candidatura; ma una pura coincidenza che qualcuno ha considerato meno pura sul piano politico. Siamo in tempi di sospetti su tutto e sul contrario di tutto. Così è subentrato Cancellieri: non esperto di porti, non del nord logistico, “bravo guaglione” di una piccola città incuneata all’interno della Sicilia dove ha svolto con molto entusiasmo sia un ruolo di magazziniere, sia di geometra per una ditta metalmeccanica. Ma insomma, di porti e di logistica, se non siamo male informati, poco o niente.

La finisco con i bicchieri, e torno alle cose serie. Ho già scritto tempo fa che non contano per far bene il proprio lavoro né i titoli di studio, né le appartenenze a camarille o altro. Cancellieri è un giovane, fuori dai potentati delle grandi e piccole imprese, risulta molto motivato. E gli hanno affidato un ruolo che farebbe tremare i polsi a chiunque, nello stato in cui è il ministero e lo stesso governo sui grandi temi della logistica. Porti, aeroporti, Alitalia, gronda di Genova, pianificazione delle Autostrade del mare, concessioni, “ultimo miglio”, waterfront, TAV e tanto ancora. Io gli faccio, sinceramente, i miei auguri. Ovviamente con il fucile, anzi il mitragliatore, puntato addosso. Lo giudicheremo dai fatti, sperando che i fatti ci siano. E presto, perché il mondo corre.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
18 Settembre 2019

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