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LIBRI RICEVUTI – Salvare le balene per salvare noi stessi di Maddalena Jahoda

grandi cetacei, il simbolo anche nella storia e nella leggenda sia del bene che del male. Basta ricordare Moby Dick o l’avventura di Giona. Ma c’è molto di più, anche per quello che ci riguarda da vicino nel bel libro edito da Murisia.

«Come biologa ho iniziato a studiare le balene – scrive nella prefazione la Jahoda – perché sono gli animali più affascinanti che ci sono sul Pianeta, perché c’era ancora molto da scoprire su di loro, e ancora c’è, e perché rischiano di scomparire. Oggi però c’è un motivo in più, dobbiamo studiarle e salvarle affinché loro “salvino noi”.

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Si è scoperto che possono giocare un ruolo importante perfino nella lotta ai cambiamenti climatici, ma che i cetacei possono essere utili alla nostra specie ce lo dice il mondo della ricerca anche in altri ambiti; possono infatti fare da campanello d’allarme, in altre parole sono i primi a risentire di determinati problemi ambientali. Inoltre le balene sono anche specie “ombrello”, se ci sono balene vuol dire che c’è anche il resto dell’enorme e complessa rete in cui si inseriscono e senza la quale non potrebbero esistere, in un complicato intreccio dove ogni organismo dipende da altri e altri a sua volta condiziona” dichiara Maddalena Jahoda, autrice di Balene Salvateci! (Mursia, pagg. 282, Euro 18,00) “Oggi inoltre, con il lockdown per il Coronavirus la natura si è ripresa degli spazi da cui era stata bandita (animali in città, delfini nei porti). È forse l’occasione anche per ripensare il nostro rapporto con la natura e tentare di ripartire in maniera diversa. Guardare diversamente alla natura e all’ambiente è anche la chiave di questo libro. In particolare a cominciare dalle balene che possono essere nostri grandi alleati. In un ambiente naturale dall’equilibrio sempre più precario, le balene ci aiuteranno forse a capire dove stiamo sbagliando. I grandi cetacei hanno un ruolo attivo nel forgiare l’ambiente e possono essere i nostri migliori alleati »

Le balene e i delfini sono molto più simili a noi di quello che crediamo, anche per i loro «valori»: legami che durano tutta la vita, la cultura tramandata dalle nonne, l’orca che non vuole abbandonare il suo piccolo morto. Le loro storie assomigliano alle nostre e spesso si intrecciano con quelle umane, come racconta Maddalena Jahoda, che da decenni si impegna per la tutela degli animali e dell’ambiente. La sua divulgazione scientifica, appassionata ma rigorosa, si alterna allo storytelling con protagonisti i cetacei, in un intrigante cambio di prospettiva che, ogni tanto, fa «parlare» direttamente anche le balene. E mentre, con un pizzico di autoironia, si scontra con equivoci quotidiani su animali così poco conosciuti nel nostro Paese, l’Autrice si sente chiedere: «Ma perché salvare proprio le balene?». Oggi è fondamentale, e per motivi completamente nuovi. Secondo le ricerche più recenti, i grandi cetacei hanno un ruolo ben più importante di quanto pensassimo, e potrebbero aiutarci addirittura a rimediare ai danni che stiamo causando all’ambiente. Forse dobbiamo salvare le balene perché loro salvino noi.

Maddalena Jahoda, biologa e giornalista, si occupa da oltre trent’anni di ricerca e divulgazione sui cetacei del Mediterraneo e del mondo. Ha iniziato la sua carriera lavorando per mensili di natura e documentari naturalistici e ha fatto parte, fin dalla fondazione, dell’Istituto Tethys per la ricerca e la tutela dei mammiferi marini del Mediterraneo, per cui attualmente è responsabile della divulgazione. Si è occupata di ricerca sul comportamento e sugli habitat di alimentazione delle balenottere comuni nel Mar Ligure. È autrice di lavori scientifici e libri divulgativi, tra cui “Le mie balene”. I cetacei del Mediterraneo visti da vicino, edito da Mursia nel 2007.

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Pubblicato il
6 Giugno 2020

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