Le interviste: Giorgi – Zangrandi

Giovanni Giorgi (ad OLT)

Ingegnere, sembra passato un secolo da quando il Terminale OLT è apparso al largo di Livorno, tra contestazioni dei soliti Nimby e quasi generale ignoranza sull’LNG. Oggi è ancora un esempio di pionierismo, almeno in Italia, come impianto. Quali si sono confermati i vantaggi rispetto ai gasdotti?

In effetti, che l’accoglienza potesse non essere delle migliori, era da mettere in conto. Il territorio doveva, direi giustamente, metterci alla prova e avere dei riscontri oggettivi rispetto alla reale compatibilità di questo impianto con il territorio stesso. Nello specifico, i vantaggi attesi si sono ampiamente confermati. Al netto di una partenza prevedibilmente non facile, a causa di un contesto macroeconomico critico e di un mercato del GNL tutto spostato nel Far East, a seguito della messa in fermata delle centrali nucleari giapponesi; l’operatività è stata un crescendo. Da due anni, ormai, l’impianto lavora a pieno regime ma soprattutto, in questi anni, abbiamo ricevuto GNL un po’ da tutto il mondo. La sfida della diversificazione e della sicurezza negli approvvigionamenti di prodotto, può dirsi certamente vinta.

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