La DRASS Livorno offre lavoro

Nella foto: La sede della DRASS a Livorno.

LIVORNO – Se ne parla poco eppure la DRASS livornese, azienda super-tecnologica nata dalle radici di progettisti e costruttori di camere iperboliche, mezzi subacquei da diporto e da ricerca, capsule sub di salvataggio per sommergibili affondati, è oggi una realtà in forte sviluppo nelle sue due sedi italiana e in Romania. E nel suo sito web proprio nelle scorse settimane è apparso un claim che offre lavoro specializzato: insieme a una rassegna di volti di impiegati e tecnici livornesi che raccontano brevemente il proprio impegno.

I vertici della DRASS hanno avuto di recente anche contati sia con l’Accademia Navale sia con le autorità livornesi per presentare lo stato dell’arte dei proprio progetti. Ultimo dei quali la capsula di salvataggio dei sottomarini, calibrata per operare anche ad alte profondità ed adottata sia dalla marina rumena nel Mar Nero sia (probabilmente) da altre marine. Attualmente molte delle attività della DRASS sono classificate, cioè riservate: anche perché in Romania la vicina guerra tra Russia e Ucraina ha comportato una intensificazione della sorveglianza subacquea alla quale la DRASS ha probabilmente fornito – e continua a fornire – un contributo importante. Nel catalogo reperibile sul qwb l’azienda ricorda anche le numerose innovazioni non necessariamente militari, compresi i primi passi per una specie di siluro cavalcabile per il diporto subacqueo che ha aperto la strada a molti altri costruttori specie del nord Europa.

Marco Bellomo, direttore tecnico DRASS dopo i test del nuovo sistema di salvataggio per sottomarini aveva così commentato un anno fa: “La nuova tecnologia italiana al servizio del soccorso sommergibili è solo il primo tassello di un approccio modulare ed avanzato per massimizzare la nostra capacità di operare con la massima versatilità negli abissi. L’approccio ingegneristico utilizzato da DRASS renderà possibile estendere l’utilizzo di questa tecnologia ai settori industriali e dell’ecosostenibilità, con beneficio per ampi settori della nostra economia marittima e dell’export. Ringraziamo la Marina Militare Italiana per la visione strategica che ha reso possibile questo progetto”.

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