Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Fusioni e acquisti al top

ROMA – In Italia il settore della logistica e del trasporto sta dimostrando una crescente vivacità di operazioni di fusione e acquisizione che stanno interessando anche il mondo della finanza.

Lo sottolinea “SupplyChain” in un lungo servizio di cui riportiamo alcuni passi.

[hidepost]

Secondo la Liuc Business School, a fronte delle trasformazioni organizzative, tecnologiche e di mercato che lo hanno caratterizzato in questi ultimi anni – scrive il sito – vari fattori stanno spingendo verso una maggiore concentrazione del settore: dalla necessità di consolidare le posizioni raggiungendo dimensioni tali da poter competere su una molteplicità di mercati, all’esigenza di ampliare i servizi offerti, integrando, a monte e a valle, pezzi della supply chain.

Dimensione internazionale dei mercati, frammentazione dei flussi fisici e sviluppo dei nuovi canali di vendita online, hanno spinto verso un interesse crescente per la logistica.

La stessa complessità organizzativa e tecnologica dei processi è stato un potente fattore di cambiamento degli assetti di mercato e di selezione degli attori presenti, favorendo i processi di concentrazione che hanno coinvolto, sia grandi player internazionali del trasporto e della logistica, sia realtà nazionali di più modesta dimensione.

La spinta all’integrazione dei vari anelli della catena logistica ha avuto una forte accelerazione negli ultimi anni.

Attori globali come le shipping lines specializzate nel trasporto marittimo dei container – ricorda “Supply Chain” – sono «scese a terra», acquisendo pezzi importanti della catena, in un’ottica di one-stop-shopping.

Ma anche la finanza si è accorta dell’importanza della logistica e del suo ruolo strategico nel mondo globalizzato: in tutta Europa un numero crescente di operazioni di Merger & Acquisition nel settore della logistica e dei trasporti è stato finanziato da fondi di investimento. Anche in Italia, la reddittività di alcuni segmenti del settore ha attirato del private equity, come testimoniato dalle operazioni che hanno coinvolto varie società italiane a partire dagli anni 2000.

Da qui, la necessità di una preparazione sempre più approfondita e “scientifica” di chi è chiamato a gestire i vari anelli della catena logistica.

[/hidepost]

Pubblicato il
10 Dicembre 2022

Potrebbe interessarti

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora

Avanti adagio, quasi indietro

Potremmo dire, parafrasando Guido Gozzano, che tra gli infiniti problemi che riguardano il nostro mondo attuale, tra guerre e genocidi, ci sono anche le “piccole cose di pessimo gusto”. Tra queste c’è l’incredibile vicenda...

Editoriale
- A.F.
Leggi ancora
Quaderni
Archivio