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Toremar, le grida di dolore

LIVORNO – Cresce la tensione intorno alle voci – per adesso mancando le notizie ufficiali – relative all’annuncio della Regione Toscana, che conferma la volontà di mettere a gara separatamente i tre àmbiti dei traghetti per le isole. Scelta già nota, ma sulla quale si sperava – specie da parte degli equipaggi Toremar, ma non soltanto – un ripensamento, davanti all’evidenza che almeno su due dei tre àmbiti, quello per il Giglio ma specialmente quello per Gorgona e Capraia – nessun armatore sarebbe interessato.

L’unico servizio di traghetti che offre una qualche remunerazione è infatti quello sull’Elba: scorporandolo dagli altri due – che sono sempre in pesante rimessa anche con il contributo pubblico previsto per la “continguità territoriale” delle isole minori – non rimane margine per un’impresa privata.

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Dal punto di vista delle comunità isolane, siamo di fronte al concreto rischio di ricevere servizi carenti, diradati, forse prontamente costosi. C’è anche una cospirazione sul piano umano: gli equipaggi Toremar sono diventati, per i residenti e i pendolari, ormai da anni amici, spesso confidenti, quasi sempre pronti ad aiutare, a comprendere, a supportare. Sia pure con le rotazioni, sono diventati una comunità unica con gli isolani: e ogni volta che un marittimo Toremar va in pensione, lascia un piccolo vuoto che solo con il tempo viene riempito da chi subentra.

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Se per gli isolani il rischio di perdere il servizio Toremar preoccupa, per gli equipaggi c’è il crescente timore di perdere un posto di lavoro importante, spesso pesante e qualche volta pesantissimo (il meteo invernale non scherza) ma con un contratto integrativo che pareggia alcuni disagi. Di più: malgrado le proteste del sindacato – che peraltro non sembrano fare effetto negli uffici della Regione – le voci che si accavallano fanno temere una serie di licenziamenti in massa, con qualche “sbuffo” per i più anziani ma con poche prospettive concrete per i giovani. Oggi sulle navi Toremar lavorano oltre 200 persone, più gli addetti agli uffici e alle biglietterie. Chi garantisce loro un futuro di lavoro dal 1 gennaio dell’anno prossimo?

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Lascia perplessi – e per i diretti interessati con grande amarezza – quella che sembra un’acquiescenza fatalistica delle organizzazioni pubbliche e private delle isole più minacciate. Il sindaco di Capraia tempesta Firenze, ma tutto il mondo che vive per il cordone ombelicale dei traghetti sembra essersi rifugiato in una rassegnata attesa degli eventi. Forse senza capire che se non emergessero interessi reali da parte di qualche armatore – gli Onorato di Toremar non sembrano disposti a concorrere in queste condizioni – le isole tornerebbero ad essere territori separati, difficili da raggiungere e specialmente da vivere. 

(A.F.)

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Pubblicato il
22 Giugno 2024

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