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Tutti i divieti sull’IA

L’AI Act, entrato in vigore l’1 agosto scorso è il primo quadro giuridico al mondo che affronta i rischi dell’IA e fornisce agli sviluppatori e agli utilizzatori indicazioni chiare su requisiti e obblighi. Tra gli altri, ha identificato alcune categorie di sistemi di IA considerati particolarmente pericolosi, per i quali il divieto di utilizzo decorre a partire dal 2 febbraio 2025.

Le società quindi hanno meno di dieci settimane per rimuovere gli strumenti di intelligenza artificiale (IA) vietati destinati all’utilizzo e/o commercio nell’Unione europea per non rischiare procedimenti e sanzioni nei loro confronti. Nel dettaglio: sono vietati i sistemi che utilizzano tecniche subliminali, manipolative o ingannevoli e che sfruttano le vulnerabilità delle persone, ad esempio in relazione a età e/o disabilità; è vietato l’uso di database di riconoscimento facciale creati attraverso il web-scraping e alcuni casi di utilizzo biometrico;  sono previste sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale.

Gianluigi Marino, head of digitalisation in Italia, Osborne Clarke ha dichiarato: “Con meno di 10 settimane per garantire la conformità, le aziende devono iniziare a valutare il loro rischio in questo settore e sviluppare piani per affrontare qualsiasi area di potenziale non conformità. Le multe sono state fissate a un livello ancora più alto rispetto al GDPR e ci aspettiamo che l’Ue applichi il nuovo regime fin dal primo giorno; non ci aspettiamo un periodo di grazia per la non conformità come nel caso del GDPR. La Commissione Ue ritiene che sia stato dato un preavviso sufficiente per consentire a tutte le aziende dell’Ue di conformarsi, comprese quelle che rientrano nell’ambito dello Spazio Economico Europeo (SEE) e le aziende internazionali con clienti e siti web che operano nell’Ue”.

Pubblicato il
27 Novembre 2024

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