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Darsena Europa adesso “Alea iacta est”

Gianluigi Aponte

LIVORNO – La logica della logistica – sembra una tautologia – l’aveva ipotizzato già da anni, da quando si erano delineate le realtà del progetto Darsena Europa. E la stessa logica aveva preso come mossa tattica la dichiarazione di anni fa del gruppo MSC che aveva gelato tutti con il formale disimpegno da ogni interesse allo stesso grande progetto.

Come hanno già annunciato i grandi network, siamo tornati indietro, o meglio, siamo andati avanti: MSC ha presentato formale dichiarazione di interesse a realizzare e gestire la Darsena Europa, con l’implicito (ma determinante) impegno a sopperire al finanziamento richiesto dalla parte privata.

Prima di ricordare i dettagli del cambio d’indirizzo da parte del primo operatore logistico del mondo, è bene  sottolineare che ad oggi la Darsena Europa può contare su 200 milioni di euro della Regione Toscana, altri 200 milioni del Ministero MIT, 90 milioni dalla banca BEI, circa 50 racimolati dall’AdSP, e altri 100 milioni da CDP e CIPRESS. Ai costi attuali occorrerebbero altri 300 milioni di euro circa, richiesti al socio privato che si aggiudicherà l’attesa gara. E con la recente dichiarazione di interesse di MSC sembra scontato che sarà il colosso di Aponte a metterci il cappello.

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Piero Neri

I fatti sono, ovviamente, il risultato delle azioni degli uomini. In questo caso sono il risultato di un’azione concordata tra due dei principali operatori logistici del porto di Livorno: Piero Neri ed Enio Lorenzini. Volendo fare del dietrismo, il coinvolgimento del gruppo Aponte aveva preso corpo già il giorno dopo la dura uscita del gruppo Neri da Confitarma con il suo “avvicinamento“ a Confarmatori, che ha MSC come socio più importante, Neri e Lorenzini hanno tessuto una importante tela di  nuovi rapporti, non solo con il cluster portuale che si è schierato a difesa dei contenitori nel TDT, ma anche in ambito più vasto, schierandosi su quello che è ormai lo scontro a livello nazionale dei due gruppi armatoriali: Confitarma schierata con Grimaldi, Assarmatori con MSC. Le sostanziali differenze di peso tra i due gruppi in questo scontro puramente nazionale contano, ma non sono state determinanti: sono state determinanti invece le strategie, che facendo perno sul terminal Lorenzini (compartecipato come noto da MSC) e sulla sostanziale rappresentatività di tutto il cluster portuale di Pieri Nero, hanno portato alla definizione dei rapporti.

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Enio Lorenzini

Si delinea dunque, almeno nelle ipotesi più logiche, il porto di domani: i contenitori tutti i Darsena Europa con il traino di MSC, compresi quelli attualmente nel “multipurpose” Lorenzini: i ro/ro – e i ro/car nello specifico – in Darsena Toscana, con perno sul TDT di Grimaldi ma anche con le aree ex Lorenzini, quelle della Cilp e quelle del probabile trasferimento dei rinfusi e dei forestali. Alcuni dettagli sono in fase di definizione, come le aree e gli accosti delle crociere e dei traghetti passeggeri, ma stanno avviandosi alla soluzione per gli accordi in essere con la Porto 2000. Tutto potrebbe tornare, finalmente. Se il diavolo non ci mette la coda. Auguri.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
15 Gennaio 2025
Ultima modifica
16 Gennaio 2025 - ora: 19:27

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