Piombino: sotto i riflettori le mosse su banchine, bonifiche e nuovo polo siderurgico
Il sopralluogo della commissione ecomafie dopo il finanziamento da 92 milioni per il porto

Piombino: i parlamentari della commissione ecomafie durante il sopralluogo insieme al presidente dell’Authority livornese, Davide Gariglio
PIOMBINO (Livorno). È «uno dei complessi italiani più rilevanti per la bonifica, la riconversione industriale e la rigenerazione del territorio»: riguarda il “Sin” dello scalo portuale di Piombino, dove “Sin” è sigla che sta per “sito di interesse nazionale”, dunque per area di bonifica. Sul “Sin” piombinese ha puntato la luce dei riflettori la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari. L’ha fatto direttamente con un sopralluogo da parte di una delegazione guidata dal presidente Jacopo Morrone, avvocato forlivese in Parlamento con la maglia della Lega: insieme a lui, il deputato dem Marco Simiani e i senatori Simona Petrucci (Fdi), Manfredi Potenti (Lega) e Pietro Lorefice (Cinque Stelle).
C’è da dire che stiamo parlando della cosiddetta “commissione ecomafie”, che tiene gli occhi aperti su questioni delicatissime come le indagini sul ciclo dei rifiuti (a cominciare da eventuali attività illecite, magari con organizzazioni criminali che si occupano di lucrosi smaltimenti illegali). È per questo che il contrasto alle ecomafie punta a intercettare le infiltrazioni delle cosche nelle bonifiche e/o nei servizi di igiene territoriale, senza dimenticare che spesso i rifiuti diventano traffici transnazionali destinati ai Paesi più poveri del pianeta. Tira aria di qualcosa del genere?
A quanto è stato possibile ricostruire, la commissione aveva in testa di capire a che punto siamo con lo stato di avanzamento delle bonifiche. Semmai, pare di capire, la questione va vista più che altro guardando al futuro degli investimenti annunciati su quel grosso spicchio di territorio costituito dal porto e dal polo siderurgico. Vale la pena di ricordare che l’uno e l’altro sono a un passo dalla concretizzazione di rilevanti investimenti sia pubblici che privati: da un lato, il governo ha annunciato che dirotterà su Piombino nell’arco del biennio 2027-2028 qualcosa come 92 milioni per la banchina nord; dall’altro, sulla siderurgia piombinese si è fissata l’attenzione tanto di Metinvest Adria (gli ucraino-olandesi Achmetov e Novynskyj insieme ai friulani Danieli) per Jsw quanto di Transteel (il polo svizzero-lussemburghese che ha come azionisti di riferimento Mannina, Cosulich e Imperato).
In effetti, “Port news”, giornale online dell’Authority livornese guidata da Davide Gariglio indica che questa area portuale e industriale, così travagliata da mille guai nel periodo più recente, è «oggi al centro di una fase di rilancio senza precedenti». È stato proprio il presidente Gariglio a illustrare ai parlamentari della commissione «lo stato di avanzamento delle progettualità strategiche», com’è stato detto. A partire dalla più recente delle evoluzioni, cioè l’indicazione di un finanziamento prima di 60 milioni, poi elevato in extremis a 92: quattrini destinati – è stato ricordato – al completamento della banchina nord del porto di Piombino, cioè una «infrastruttura ritenuta essenziale per accelerare la messa in produzione di nuovi spazi industriali e logistici funzionali al processo di reindustrializzazione del territorio».
«Piombino ha l’opportunità di cogliere i frutti di un lavoro importante, iniziato anni fa, e di proporre il suo porto ed il suo territorio in modo credibile, ad investitori, operatori logistici, soggetti industriali»: queste le parole di Gariglio.
È stato anche messo in evidenza nel sopralluogo che il lavoro della commissione ecomafie sui “Sin” possa rappresentare «un importante fattore di accelerazione per territori come Piombino». Il motivo? L’attività parlamentare di «verifica, monitoraggio e impulso istituzionale» – è stato messo in risalto – contribuisce a «mantenere alta l’attenzione nazionale sui temi delle bonifiche, della semplificazione amministrativa, della trasparenza e della capacità di trasformare le aree industriali complesse in nuovi poli di sviluppo produttivo e occupazionale».
Nel corso del sopralluogo è stato ribadito che per Piombino «il superamento delle criticità ambientali e l’avanzamento dei processi di bonifica» rappresentano una condizione fondamentale per «attrarre investimenti, velocizzare la realizzazione delle infrastrutture e consolidare il percorso di rilancio industriale, energetico e logistico dell’intero territorio».











