Non solo Ponte: le Fs al lavoro sulla nuova linea fra Palermo, Catania e Messina
Conclusa la prima canna della galleria Scaletta fra Giampilieri e Fiumefreddo

Lavori Fs sulla linea Palermo-Catania-Messina: la Galleria Scaletta
MESSINA. Càpita di frequente che il “fronte del no” al Ponte sullo Stretto giochi la carta dell’inutilità di investire una montagna di soldi nel velocizzare il passaggio dello stretto di Messina se lo stato dell’infrastruttura ferroviaria appena prima e appena dopo rimangono in condizioni inadeguate. Ecco che il contrattacco del gigante ferroviario pubblico Fs mira, in questa battaglia che è di infrastrutture ma anche di comunicazione, a dare conto di come le proprie aziende – i lavori di Rete Ferroviaria Italiana con la direzione tecnica di Fs Engineering (entrambe società del Gruppo Fs) – siano impegnate per le grandi opere del Sud Italia finanziate anche con fondi Pnrr.
Ecco che il progetto relativo alla Palermo-Catania-Messina è stato inserito in “Cantieri Parlanti”, l’iniziativa del gruppo Fs in tandem con il ministero delle infrastrutture, dopo le numerose polemiche sul grado di soddisfazione per lo standard del servizio ferroviario punta a divulgare presso il grande pubblico le attività e i benefici delle nuove infrastrutture in fase di realizzazione
In questo caso specifico, stiamo parlando del «nuovo traguardo nell’ambito dei lavori per la realizzazione dell’itinerario Palermo-Catania-Messina, un collegamento che è parte integrante del Corridoio ferroviario europeo Ten-T Scandinavia-Mediterraneo»: parola dell’azienda ferroviaria che tiene a sottolineare come si stia parlando di un complesso di opere «del valore economico di circa 13 miliardi di euro».
In questa circostanza si torna a parlarne perché – viene fatto rilevare – «si è concluso lo scavo della prima canna della galleria Scaletta, mentre nei prossimi giorni sarà avviato quello della prima canna della galleria Letojanni, nell’ambito dei lavori di raddoppio tra Giampilieri e Fiumefreddo». Rfi e Fs Engineering sono al lavoro con la “talpa meccanica” – loro la chiamano “Tunnel Boring Machine” e le affibbiano anche il nomignolo “Letteria” – e dànno notizia che è stato «ultimato lo scavo di una delle due canne della galleria Scaletta, lunghe oltre 2,7 chilometri ciascuna, nei pressi di Giampilieri, dove il nuovo tracciato si raccorderà con la linea a doppio binario già in esercizio».
Un’altra “talpa meccanica” (o “Tunnel Boring Machine” che dir si voglia, ma stavolta chiamata “Alessia”) ha «concluso lo scavo della prima canna della galleria Forza d’Agrò, lunga quasi due chilometri e mezzo» ed è stata successivamente «smontata, trasferita lungo un viadotto di 90 metri sospeso sul torrente Fondaco Parrino: dopo essere stata riassemblata, inizierà lo scavo della prima canna della Galleria Letojanni, di 3,8 chilometri».
Vale la pena di ricordare che il progetto di raddoppio tra Giampilieri e Fiumefreddo è «tra gli interventi di potenziamento del collegamento Palermo-Catania-Messina»: Rete Ferroviaria Italia (Rfi) ne ha affidato la realizzazione a un pool di imprese con Webuild Italia e Pizzarotti spa, che «completerà il raddoppio della linea ferroviaria fra Messina e Catania, attraverso la realizzazione di 42 chilometri di nuovo doppio binario, di cui circa 37 in sotterranea e in variante rispetto all’attuale linea».

Uno dei cantieri di Webuild Pizzarotti per conto di Rfi sulla linea Palermo-Catania-Messina
Da parte dell’azienda ferroviaria si tiene a mettere in risalto che il progetto del raddoppio fra Giampilieri e Fiumefreddo è «tra i più impegnativi dell’itinerario Messina-Catania-Palermo»: permetterà di «aumentare la capacità e velocità della linea e di garantire maggiore regolarità per i treni in viaggio fra Messina e Catania». Per il raddoppio di questo tratto occorre un investimento di circa 2,3 miliardi di euro, «anche con fondi Pnrr». A cosa serve questo intervento? «A incrementare il traffico merci e migliorare la mobilità dei viaggiatori siciliani»: si ridurrà di 30 minuti il tempo di viaggio tra Messina e Catania e si porranno le condizioni per «sviluppare anche un servizio di tipo metropolitano».
L’azienda ferroviaria informa che il progetto del completamento del raddoppio della Messina-Catania si divide in due lotti:
- il primo, da Fiumefreddo a Taormina, si sviluppa lungo un tracciato di 13,9 chilometri con due viadotti (per circa un chilometro), tre gallerie (Calatabiano, Taormina lato Catania e interconnessione di Letojanni) per un totale di 10,8 chilometri, una galleria artificiale (Fiumefreddo) di un chilometro, la nuova stazione di Taormina e le due fermate Fiumefreddo-Calatabiano e Alcantara-Giardini Naxos.
- il secondo, da Taormina a Giampilieri, prevede 28 chilometri di nuova linea a doppio binario, con 6 viadotti per circa due chilometri, otto gallerie (Taormina lato Messina, le cui operazioni di scavo sono in corso in modalità tradizionale, Letojanni, Forza d’Agrò, Sciglio, Nizza, Alì, Quali e Scaletta) per circa 25,3 chilometri in sotterraneo, due stazioni (Letojanni e Sant’Alessio-Santa Teresa), due fermate (Nizza-Alì, Itala-Scaletta).
A ciò si aggiunga che prosegue a pieno ritmo anche l’attività delle altre “talpe meccaniche” (in totale saranno 5 le talpe, nell’ambito dei lavori di raddoppio della tratta Giampilieri-Fiumefreddo):
- a Trappitello, la talpa “Lucia” è impegnata da luglio 2024 nello scavo della galleria Taormina (lato Catania), lunga 6 chilometri, a doppia canna;
- a Nizza di Sicilia da aprile 2024 la talpa “Igea” è impegnata per lo scavo della Galleria Sciglio.











