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UNIVERSITÀ DI PISA

L’intelligenza artificiale si mette il camice del medico (e tutela la salute)

La prima laureata (livornese) a Pisa del nuovo corso magistrale di informatica clinica

Alessia Anile la prima laureata del nuovo corso magistrale di informatica e medicina a Pisa

PISA. L’università di Pisa ha deciso di chiamare il corso di laurea magistrale così: “Informatics for Digital Health”. Punta a essere un «percorso formativo internazionale dedicato all’integrazione tra informatica avanzata e salute digitale», com’è stato detto. Oggi celebra la prima laureata: è Alessia Anile, 24 anni,  origini livornesi, la prima studentessa a conseguire il titolo. Alle spalle ha la laurea triennale in informatica, conseguita anch’essa nell’ateneo pisano, dopo il diploma come perito informatico all’Iti Galilei di Livorno.

Dal quartier generale dell’Università di Pisa si segnala che il percorso magistrale di questa studentessa labronica ha sviluppato «competenze interdisciplinari che uniscono informatica, biologia e medicina, approfondendo il ruolo sempre più centrale delle tecnologie digitali nella salute e nella ricerca clinica».

Queste le parole della protagonista: «Durante questo corso di laurea ho sviluppato un approccio multidisciplinare, integrando competenze informatiche con conoscenze biologiche e mediche e comprendendo il ruolo sempre più centrale dell’informatica nell’ambito della salute e della ricerca clinica». Aggiungendo poi: «Il percorso di tesi mi ha permesso di applicare ciò che ho studiato a un caso di studio reale, consolidando quanto appreso e interagendo in prima persona con un gruppo medico».

“Association between Serum Uric Acid Levels and Cardiovascular Death: identification of key risk factors”: questo il titolo della tesi. Il lavoro di Alessia Anile si è concentrato sull’utilizzo di tecniche di intelligenza artificiale per individuare relazioni nascoste tra mortalità cardiovascolare e livelli di acido urico nel sangue. Il lavoro è stato seguito da tre relatori appartenenti a discipline diverse: la professoressa Alina Sirbu dell’Università di Bologna (Dipartimento di informatica, scienza e ingegneria) e , nell’ateneo pisano, il professor Stefano Masi del (Dipartimento di medicina clinica e sperimentale) e il professor Giuseppe Prencipe (Dipartimento di informatica), presidente del corso di studi.

La ricerca di Alessia Anile – spiegano dall’ateneo – ha analizzato i fattori clinici, genetici, comportamentali e biochimici maggiormente associati alla mortalità nei pazienti con cardiopatia ischemica («con particolare attenzione al ruolo dell’acido urico sierico e al contributo delle diverse variabili al rischio cardiovascolare»).

Il corso di laurea magistrale in “Informatics for Digital Health”, presieduto dal professor Giuseppe Prencipe, – questa la sottolineatura – forma professionisti capaci di coniugare competenze informatiche avanzate con le esigenze della salute digitale, preparandoli ad affrontare le sfide più attuali della medicina e della ricerca biomedica.

Così il commento del professor Masi: «Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di mortalità a livello globale e, nonostante i progressi della ricerca farmacologica, molti pazienti classificati a basso rischio secondo gli strumenti clinici tradizionali vanno incontro a eventi cardiaci. È un quadro che evidenzia i limiti degli attuali sistemi di stratificazione del rischio e la necessità di approcci più avanzati».

In questo contesto – viene fatto rilevare – le tecniche di “machine learning” e “deep learning” offrono nuove possibilità di analisi, consentendo di integrare «grandi quantità di dati clinici, biologici e demografici per individuare correlazioni e pattern difficilmente rilevabili con i metodi statistici convenzionali».

Ecco l’intervento della professoressa Sirbu: «Oltre all’ottimo lavoro svolto durante il percorso di studi, Alessia ha partecipato attivamente e contribuito in modo significativo alla ricerca del Dipartimento di informatica applicata all’ambito biomedico. Ha sviluppato una “pipeline” di apprendimento automatico per effettuare predizioni in ambito clinico e identificare fattori di rischio collegati all’uricemia. I suoi studi costituiranno la base per un futuro articolo scientifico in collaborazione con il Dipartimento di medicina clinica e sperimentale».

Pubblicato il
8 Giugno 2026

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