Inquinamento dalle navi, ora la Cgil va all’attacco
«Bisogna avere banchine elettrificate e traghetti 100% elettrici»

Emissioni inquinanti dal fumaiolo di una nave
PORTOFERRAIO (Livorno). È vero che dai fondi del Pnrr sono stati destinati anche ai porti del sistema portuale di Livorno, Piombino e Arcipelago investimenti rilevanti per elettrificare alcune zone degli scali ma è urgente che «tutte le banchine dei nostri porti» siano dotate di «quella rete elettrica che serve ad alimentare le navi quando esse sono ferme in porto per consentir loro di spengere tutti i motori alimentati a gasolio». Non solo: il parco traghetti è «obsoleto e spesso non rende il servizio per come dovrebbe essere a causa di guasti continui», la politica deve rimettere al centro del dibattito «se tornare ad avere una flotta pubblica che riesca a garantire una continuità territoriale certa oppure se fare accordi con i privati che rispondano alle necessità del pubblico».
A dirlo è il sindacato Cgil per bocca di Mirko Lami (Cgil Toscana aspetti insulari) e di Manuel Anselmi (coordinatore Cgil arcipelago livornese), segnalando che nei giorni scorsi a Portoferraio si è svolta l’interessante iniziativa “Il Corridoio Blu. I traghetti full-electric per un clima e un turismo più sostenibili”. Occhi puntati sull’inquinamento prodotto dalle navi. Con una sottolineatura: l’ipotesi di puntare sull’utilizzo di navi 100% elettriche.
Gli esponenti Cgil segnalano come i relatori abbiano messo sotto i riflettori, ad esempio, «l’anzianità delle attuali navi» ma anche il fatto che per costruire una nave full-electric – viene sottolineato – serve sia tempo sia una spesa notevole, poi ammortizzata negli anni. E tutto questo, ovviamente, lasciando per un attimo in disparte i problemi relativi alle materie prime critiche indispensabili per produrre e batterie, il loro smaltimento, i tempi, i costi di ricarica, eventuali percentuali di rischio. A ciò si aggiunga che, dicono i dirigenti sindacali, «le attuali navi non vengono più accettate da paesi vicini come la Francia e la Spagna perché inquinano» («a parte la più giovane che è del 2004, tutte le altre risalgono infatti agli anni ’80-90»).
In casa Cgil ci si meraviglia per il fatto che a una iniziativa di tal spessore e di così forte interesse per la popolazione elbana «non vi sia stato un sindaco presente ma solo il vicesindaco di Portoferraio»: eppure – si afferma – occorre affrontare il problema dei forti tassi di inquinamento che gravano su abitanti e lavoratori.
Lami e Anselmi segnalano che «la soluzione delle navi full-electric può rappresentare un progetto nobile, ma per essere realizzato serve tempo». Si può pensare ai fondi del Pnrr che però «nessuno sa dirci dove sono andati a finire» (ed è una soluzione orma in scadenza fra poco). I dirigenti sindacali rilevano che all’incontro sono stati presentati dato che vedono («anche su questo tema») l’Italia fanalino di coda fra i Paesi europei mentre altrove «già utilizzano traghetti full-elettric o traghetti ibridi».
Potrebbe essere «una spinta a un settore che potrebbe dare lavoro», dicono dalla Cgil ma sottolineando che «manca una politica industriale e questo ci fa rimanere indietro rispetto agli altri Paesi». Dal canto suo, il sindacato si impegna a «dare continuità a quella iniziativa»: vuol approfondire con l’Asl e con il servizio epidemiologia su come «intervenire velocemente per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori» ma anche «discuterne con la Regione Toscana e l’Autorità di regolazione dei trasporti per capire dove bisogna intervenire».











