Monopattini elettrici: ufficialmente sono 133mila, uno su 4 a Milano
Obbligatoria anche l’assicurazione: occhio alla scadenza, è vicina
ROMA. È Milano la città che ha risposto di più in fatto di adeguamento alla nuova norma sulla targa ai monopattino elettrico: almeno in cifra assoluta se non in proporzione al numero di abitanti. Alla fine del giugno scorso risultavano 133.135 i contrassegni rilasciati su scala nazionale, a distanza di un mese e mezzo dall’entrata in vigore il 16 maggio della nuova normativa che prevede l’identificazione dei mezzi e dei relativi proprietari.
È difficile se non impossibile stabilire se il numero sia abbastanza vicino alla realtà: c’è chi parla di 200mila monopattini elettrici circolanti ma a più riprese è circolata una stima che invece attesta il numero dei monopattini attorno al milione: però, è bene dirlo, si tratta di fonti giornalistiche senza riscontro ufficiale.
A Milano si contano 33.316 contrassegni, cioè praticamente un quarto del totale dell’intero Bel Paese. A dirlo è il ministero delle infrastrutture segnalando che Roma segue con 27.900. Dunque, come viene fatto rilevare dal dicastero competente, «le due principali aree metropolitane concentrano quasi il 46% dei contrassegni già distribuiti in Italia». Quasi un monopattino su due fra quelli identificati.
Il resto della classifica? Al terzo posto Bari con 5.747 contrassegni, Torino con 4.709, Palermo con 3.701, Verona con 2.634, Bergamo con 2.628, Bologna con 2.261, Napoli con 2.173 e Brescia con 2.110.
A giudizio del ministero, questi numeri sono la riprova di quanto i monopattini elettrici siano «ormai entrati stabilmente nella mobilità urbana quotidiana» e quanto sia «centrale l’attuazione delle misure fortemente volute dal vicepremier Matteo Salvini con la riforma del Codice della strada: regole più chiare, maggiore responsabilità e più sicurezza per tutti gli utenti della strada».
L’Aci ricorda che fra pochi giorni – il 16 luglio – scatta l’obbligo della polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi. Perché per la targa la scadenza era a metà maggio e quella per l’assicurazione due mesi più tardi? I ministeri interessati (da un lato, quello delle infrastrutture e, dall’altro, quello delle imprese e made in Italy) hanno deciso di concedere la proroga per l’assicurazione perché l’organizzazione di categoria delle compagnie assicuratrici aveva segnalato parecchie «criticità tecniche nell’integrazione tra la piattaforma della Motorizzazione, la banca dati assicurativa e i sistemi delle compagnie», ricorda l’Automobile Club, spiegando che la multa per chi è senza targa va da 100 a 400 euro e che senza targa non è possibile stipulare l’assicurazione.











