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INQUINAMENTO

Altolà alle cassette monouso di postirolo fra i pescatori

L’iniziativa di Marevivo per salvare il mare dalle microplastiche

BlueFishers l’iniziativa contro l’inquinamento causato dal polistirolo in mare

SCIACCA (Agrigento). Addio al polistirolo: lo dice il borgo marinaro siciliano di Sciacca, che accoglie le cassette riutilizzabili nella pesca. Cassette in polipropilene al posto di quelle in polistirolo espanso (Eps) puntando a diminuire quanto più possibile l’impatto ambientale relativo al trasporto e alla vendita del pescato.

Parte da qui l’idea alla base di “BlueFishers”, il progetto di Marevivo che da tre anni lavora per cambiare le abitudini del comparto ittico del nostro Paese. In campo un doppio obiettivo: da un lato, limitare i danni ambientali di un materiale che si sbriciola facilmente in mare e si trasforma in microplastiche; dall’altro, ridurre i rischi per la salute legati al possibile ingresso di queste particelle nella catena alimentare. Vale la pena di rilevare che le cassette riutilizzabili, più resistenti di quelle monouso, consentono di contenere la produzione di rifiuti lungo tutta la filiera, dalla barca fino al banco di vendita.

L’iniziativa di Marevivo a Sciacca con i BlueFishers

Dalla sede di Marevivo ricordano che il progetto è decollato a Viareggio nel novembre di tre anni fa: adesso ha fatto tappa a Sciacca, in occasione della Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo. Con il sostegno di Sicily Environment Fund (Sef) e Verdura Resort, Marevivo ha consegnato mille cassette riutilizzabili alle cooperative locali L’Ancora e San Paolo Consulting, in una delle località marine più rappresentative del bacino mediterraneo.

A dare peso all’iniziativa è anche la scienza: uno studio del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnica delle Marche ha individuato nel polistirolo – viene fatto rilevare – il polimero più incline ad assorbire e trasportare contaminanti metallici tra le plastiche analizzate, con un rischio di contaminazione che passa dai pesci fino alla tavola.

Lo stato maggiore di Marevivo mette l’accento sul fatto che i numeri complessivi di “BlueFishers” raccontano un percorso in crescita: 100 imbarcazioni coinvolte, oltre 130 pescatori riuniti in 47 cooperative e più di 4.200 cassette riutilizzabili distribuite in tutta Italia, per un totale di oltre 60mila cassette di polistirolo sottratte alla catena di approvvigionamento. E soprattutto evitate al mare.

La tappa siciliana arriva in un momento significativo sul piano normativo, com’è stato fatto notare. Pochi giorni fa la giunta della Regione Campania ha approvato un disegno di legge per promuovere una pesca più sostenibile e ridurre l’uso del polistirolo seguendo la strada già tracciata dal Veneto con la legge regionale del maggio 2025. Marevivo lo dice chiaro e tondo: si augura ora che altre giunte regionali prendano in mano la situazione e  adottino provvedimenti analoghi. Anche perché siamo un Paese che resta il maggiore consumatore di polistirolo nel settore ittico tra gli stati membri dell’Unione europea. A dispetto della euro-direttiva Sup 904-19 contro la plastica monouso – viene messo in risalto da Marevivo – né l’Italia né il diritto internazionale prevedono ad oggi un divieto esplicito dell’uso del polistirolo nella pesca. È questa una lacuna che, a giudizio dell’associazione, compromette il raggiungimento dell’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030 dell’Onu sulla tutela degli ecosistemi marini.

Queste le parole di Fabio Galluzzo, responsabile regionale di Marevivo Sicilia e vicepresidente della associazione nazionale: «La donazione di cassette riutilizzabili e riciclabili alle cooperative rappresenta un primo, decisivo, passo verso una gestione più rispettosa dell’ambiente marino». Lo ripete spiegando che il traguardo è la graduale eliminazione del polistirolo dal settore, pur riconoscendo la complessità di un percorso legato a «dinamiche politiche, risorse e sensibilità collettiva».

Sul fronte della prevenzione interviene Gaia Agnello, direttrice di Sef: l’ente lavora «su più livelli, promuovendo attività di sensibilizzazione, educazione ambientale e coinvolgimento della comunità», partendo dal principio che la tutela del mare debba iniziare ben prima della raccolta dei rifiuti.

Per Giulio Polegato, general manager del Verdura Resort, l’adesione al progetto è invece un modo per legare l’ospitalità di lusso a una visione etica del territorio, rendendo gli ospiti “custodi temporanei” del litorale che li accoglie.

Pubblicato il
9 Luglio 2026

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