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AUTO CINESI

Omoda e Jaecoo sondano il porto di Ancona come polo per la propria logistica

Vendute in Italia 15mila auto nel 2025, 13mila in 3 mesi quest'anno

Da sinistra: il presidente dell’Autorità di Sistema Carloni, il numero uno del gruppo Chery Cheng e l’assessore regionale Bugaro

ANCONA. Una verifica diretta in prima persona per capire in che modo il sistema logistico regionale marchigiano con porto, aeroporto e interporto, possa divenire attrattivo per una base di scalo del gruppo cinese Chery che si presenta da tempo in Italia con marchi come Omoda e Jaecoo.
Se su scala mondiale Chery Group ha venduto 2,8 milioni di veicoli nel 2025 (più 7%), in Italia ha totalizzato 15.487 vetture in tutto lo scorso anno, mentre quest’anno ne ha piazzate 12.848 nel solo primo trimestre. Si tratta di numeri che mostrano come il “mercato in espansione cerca nuove possibilità di ingresso nelle piattaforme logistiche nazionali.

A giudizio dell’Authority ora guidata da Mirco Carloni, tutto nasce dalla missione della Regione Marche nello Zhejiang nel maggio scorso che ora si è tradotta in qualcosa di più: una cooperazione operativa con la Cina.
Il presidente dell’Authority del mar Adriatico centrale, Mirco Carloni, e l’sssessore regionale Giacomo Bugaro hanno avuto un faccia a faccia a Ancona, nel quartier generale dell’istituzione portuale, l’amministratore delegato di Omoda & Jaecoo Italia, Kevin Cheng.

Da parte dell’ente portuale, lo scalo di Ancona è “un polo con una posizione strategica per i collegamenti est-ovest”: è uno dei principali scali dell’Adriatico per il traffico ro/pax intra-mediterraneo e afferma di volersi presentare come “un ruolo di primo piano negli scambi commerciali, distinguendosi come uno dei porti più attivi del Mediterraneo”. A tal riguardo va detto che negli ultimi anni il traffico container ha registrato “una crescita significativa, superando i 160mila teu e attirando i principali vettori containerizzati a livello globale”. Il tutto con una collocazione geografica “a circa cinque giorni di navigazione dal Canale di Suez, distanza che consente di ridurre i tempi di collegamento fra l’Asia e il mercato europeo”.
Alla delegazione del gruppo cinese in visita – di cui era parte anche da Federico Pigozzo, responsabile vendite di Omoda & Jaecoo Italia – sono state illustrate le caratteristiche produttive del porto di Ancona, con il settore di eccellenza della cantieristica, e infrastrutturali con i progetti di sviluppo a breve termine, che hanno potuto vedere personalmente con una visita all’area commerciale dello scalo,  la costruzione della banchina 27, il dragaggio dei fondali delle banchine commerciali, l’incremento dell’intermodalità, e a medio termine, con il progetto per la realizzazione della Penisola.

Il presidente dell’Authority anconitana, Mirco Carloni, insiste sulla vocazione storica del porto “pensato fin dalla sua fondazione per essere porta d’Oriente, per il commercio marittimo e per il collegamento fra i Paesi del Mediterraneo”. Un ruolo – aggiunge – che assume “un valore ancor maggiore nella geopolitica contemporanea e che, grazie alla posizione dello scalo, alle caratteristiche dei suoi traffici e all’essere porto “core” di due Corridoi europei, aumenta il nostro interesse e la disponibilità a creare nuove collaborazioni con la Cina e la sua economia”.
Così il commento dell’assessore regionale Giacomo Bugaro: “Per molto tempo si è parlato di un rapporto sinergico tra porto, aeroporto e interporto come di una prospettiva da realizzare. Oggi iniziamo finalmente a declinare quella visione in un progetto concreto, capace di rendere Ancona una vera porta d’Oriente e un polo logistico di riferimento per il Mediterraneo e i mercati asiatici”. Aggiungendo poi: “L’interesse di un grande gruppo internazionale come Chery conferma che il nostro sistema logistico integrato può attrarre non solo il transito dei veicoli, ma anche attività ad alto valore aggiunto, come la gestione della ricambistica, della distribuzione e dei servizi connessi. È questa la direzione su cui vogliamo continuare a investire per creare sviluppo, occupazione e nuove opportunità per le Marche”.

Pubblicato il
15 Luglio 2026

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