I cantieri cinesi battono ogni record negli ordini di nuove navi
Nella prima metà del 2006 più che in ogni intera annata precedente

ROMA. I tentativi della Casa Bianca di mettere i bastoni fra le ruote alla cantieristica navale cinese non hanno avuto un gran risultato: non è bastato sventolare la minaccia di imporre castighi contro gli armatori che hanno nella loro flotta navi costruite in Cina. Anzi, al contrario: paradossalmente nella prime metà di quest’anno i cantieri navali cinesi hanno totalizzato ordini per un tonnellaggio «complessivamente maggiore di qualsiasi intera annata precedente».
A rivelarlo è “Splash 24/7”, testata specializzata singaporeana: per capirci, il volume di ordini nei primi sei mesi di quest’anno supera già «del 12,3%» i 107,82 milioni di tonnellate di portata lorda che i cantieri cinesi hanno totalizzato «nell’intero 2025». Si segnala che i nuovi contratti sono arrivati a «quota 121,06 milioni di tonnellate di portata lorda nel periodo tra gennaio e giugno scorsi», l’aumento registrato è pari «al 173,1% su base annua e all’82,3% degli ordini globali su base di portata lorda», secondo il giornale asiatico che cita come fonte il ministero di Pechino che si occupa di industria e Informatica.
Eventuali rallentamenti del ritmo di crescita nel secondo trimestre? No, nel trimestre primaverile fra aprile e giugno, i cantieri navali cinesi hanno acquisito «ordini per 61,53 milioni di tonnellate di portata lorda», un po’ al di sopra dei «59,53 milioni di dwt acquisiti nei primi tre mesi dell’anno in corso».
Al boom degli ordinativi corrisponde «un’ulteriore fase di crescita della capacità produttiva», dice “Splash 24/7” spiegando già mesi fa che «i cantieri cinesi inattivi stavano riprendendo la produzione e che i costruttori affermati stavano perseguendo importanti espansioni».











