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Brennero, cade l’ultimo diaframma: Italia e Austria unite sotto le Alpi

La galleria ferroviaria sotterranea più lunga al mondo (64 km): pronta fra 6-8 anni

Galleria di Base del Brennero: cade l’ultimo diaframma del tunnel principale (Usp Dip Infrastrutture-Mobilità)

BOLZANO. Gli operai italiani e quelli austriaci si sono ritrovati finalmente faccia a faccia a quasi 1.400 metri di profondità sotto le Alpi all’altezza del passo del Brennero: se alla metà di settembre dello scorso anno all’abbattimento del diaframma nel cunicolo esplorativo era presente una carovana delle più alte autorità politiche, adesso che il nuovo tunnel ferroviario fra Italia e Austria c’è davvero con il completamento delle gallerie principali si parla giustamente di “giornata storica” ma è come se l’enfasi fosse stata tutta consumata in occasione dell’evento riguardante la galleria esplorativa.

Ora gli occhi di tutti sono puntati a quando, presumibilmente «tra il 2032 e il 2034», entrerà in funzione questa «enorme infrastruttura ferroviaria lunga 64 chilometri» che servirà – è stato sottolineato – a «decongestionare l’autostrada del Brennero, una delle arterie stradali più trafficate d’Europa e a trasferire su rotaia quote crescenti di merci che oggi viaggiano su strada». Costituirà il collegamento ferroviario sotterraneo più lungo al mondo.

Come ripetono dal quartier generale di Bbt, la società con cui Italia e Austria stanno gestendo questo maxi-progetto (anche per conto dell’Unione europea), «quasi contemporaneamente, gli escavatori con martello demolitore entrano in azione nelle gallerie principali est e ovest del lotto costruttivo H53 Pfons-Brennero per l’asportazione decisiva del materiale. Nel giro di pochi minuti, l’ultimo diaframma di roccia cede in entrambe le gallerie di linea: si solleva la polvere, la luce penetra attraverso le nuove aperture e, in questo preciso istante, si scrive una nuova pagina di storia nella costruzione della Galleria di Base del Brennero».

Stavolta i protagonisti sono loro, i minatori e i responsabili di progetto: fanno il loro ingresso – viene fatto rilevare – nella sezione di galleria sull’altro lato del confine, stringendo la mano alle colleghe e ai colleghi italiani che avevano già completato la loro parte di lavoro.

Secondo quanto viene riferito, una indubbia precisione ingegneristica è stata l’architrave del successo: è stato segnalato che, nello scavo del cunicolo esplorativo, impiegando le più moderne tecnologie di misurazione, «al momento dell’abbattimento del diaframma nel settembre scorso lo scostamento registrato è stato di appena pochi centimetri». È stato sulla base di tali misurazioni eccezionalmente precise che è stato poi possibile avere i riferimenti utili per scavare le gallerie principali.

La Galleria di Base del Brennero è doppiamente importante come infrastruttura-chiave per il nostro Paese: l’economia italiana si basa sull’export e sul turismo, dunque ha necessità di disporre di una mobilità in grado di far viaggiare merci e persone attraversando le Alpi, e magari farlo nel modo meno impattante possibile, visto tutti i guai che si sono registrati nei rapporti con l’Austria per via dell’autotrasporto autostradale.

Non è un segreto che negli ultimi anni, in maniera talvolta pretestuosa e talvolta semplicemente per l’enorme pressione su infrastrutture viarie ormai vecchiotte, l’autotrasporto made in Italy abbia segnalato il problema dei valichi alpini: per il nostro Paese rischiano di essere una barriera alla competitività e un ostacolo alla penetrazione sui mercati europei.

I veri protagonisti di questa giornata storica sono i minatori, i capisquadra, i fochini, i macchinisti, gli elettricisti, i topografi, i geologi, i responsabili della sicurezza, gli ingegneri. Persone che per molti anni, giorno dopo giorno, turno dopo turno e metro dopo metro, hanno lavorato nelle condizioni più difficili nel cuore della montagna.

Va detto che l’eliminazione dell’ultimo “foglio” di roccia fra le due sezioni della galleria mette in contatto anche i due cantieri che rappresentano due filosofie differenti nell’escavazione, realizzata in modo autonomo l’una dall’altra: la parte italiana denominata “H61 Mules 2-3” e quella austriaca chiamata “H53 Pfons-Brennero” hanno utilizzato metodologie diverse: dal versante italiano ci si è affidati alle “talpe meccaniche” (Tbm), che com’è d’uso portano nomi “umani”, in questo caso “Virginia” e “Flavia”. In territorio austriaco si è andati avanti con metodologie di scavo più tradizionali

Galleria di Base del Brennero: un’altra immagine nel giorno dell’abbattimento dell’ultimo diaframma del tunnel principale (Usp Dip Infrastrutture-Mobilità)

La parola spetta a due esponenti del consiglio di gestione di Bbt (Brenner Basiltunnel), Martin Gradnitzer e Umberto Lebruto: la giornata del 28 luglio viene vista come una delle pietre miliari più importanti nella storia del progetto della galleria di base di questa infrastruttura alpina: «Con l’unione delle due gallerie principali del Bbt – spiegano i due dirigenti – il nostro progetto raggiunge una tappa fondamentale. In futuro, qui transiteranno i treni merci e passeggeri tra l’Austria e l’Italia. Questo successo dimostra in modo straordinario cosa sia possibile ottenere quando si lavora oltre i confini a un obiettivo comune. Il progetto porta molti nomi, ma su di esso vi è soprattutto la firma delle persone che lo hanno costruito giorno dopo giorno».

Anche dal ministero delle infrastrutture si mette l’accento su quanto sia “storico” il nuovo traguardo  raggiunto dalla Galleria di Base del Brennero, «una delle più importanti opere infrastrutturali europee»: non solo è in  sé «un risultato di grande valore ingegneristico e strategico che rappresenta una tappa fondamentale verso il completamento dell’opera», costituisce anche «il rafforzamento del corridoio ferroviario europeo Scandinavo-Mediterraneo».

Per il vicepremier Matteo Salvini con l’abbattimento del diaframma si compie «una tappa fondamentale verso il completamento di un’infrastruttura strategica, destinata a rendere più efficienti i collegamenti ferroviari e rafforzare la competitività del sistema economico nazionale». Il ministero tiene a mettere in evidenza

  • l’eccellenza dell’ingegneria europea,
  • la stretta collaborazione tra Italia e Austria,
  • il lavoro di migliaia di tecnici, ingegneri e maestranze impegnati nella realizzazione dell’opera (ad essi «va il ringraziamento del ministro»).

Così il commento di Daniel Alfreider, assessore della Provincia autonoma di Bolzano, in una dichiarazione a “Corriere Economia”: «Entro l’anno tutte le canne principali saranno completamente scavate e potranno iniziare i lavori di rivestimento e finitura interna». Aggiungendo poi: «È incredibile se penso che, da giovane ingegnere, ho potuto contribuire alla progettazione di questo progetto fin dal 2004, quando molti pensavano che non si sarebbe mai realizzato».

Sempre dalla sponda della Provincia autonoma di Bolzano, il presidente Arno Kompastcher rimarca che questo passo in avanti riguarda «un’opera che è simbolo della connessione e della collaborazione: il BBT è l’esempio della cooperazione transfrontaliera, che porta Italia e Austria ad avvicinarsi e ci avvicina ulteriormente al centro dell’Europa, aiutandoci al contempo a vincere la sfida del traffico automobilistico al Brennero».

Pubblicato il
29 Luglio 2026

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