Cna: attese infinite sotto il sole per gli autisti delle cisterne
Chiesto più sprint nel carico dei carburanti alla raffineria Eni di Livorno

La raffineria Eni a Stagno, all’estrema periferia nord di Livorno
LIVORNO. Lunghe, lunghissime attese «sotto il sole» per gli autisti delle autocisterne dei carburanti che aspettano il proprio turno all’impianto Eni di Livorno. Dal quartier generale degli artigiani Cna di Livorno parte viene resa pubblica la segnalazione in arrivo dalle imprese di autotrasporto: «È un fatto non più tollerabile, richiede una verifica dell’efficienza ed efficacia del processo di carico», sbotta Alessandro Longobardi, coordinatore di Cna Fita Autotrasporto di Livorno, dopo le sempre più frequenti lamentele ricevute dalla categoria.
Nel malcontento degli autotrasportatori non c’è solo il caro carburante: anche le attese inutili, che la categoria imputa spesso a modalità organizzative farraginose, hanno spesso dato corda alle proteste. In particolare, riguardo alle attese per caricare o scaricare la merce nei terminal portuali. Stavolta la cosa riguarda invece i camionisti che lavorano alla logistica del rifornimento.
«Dopo la tragedia di Calenzano – queste le parole di Longobardi – l’impianto di Livorno è divenuto centrale nell’approvvigionamento della rete di distribuzione del carburante della Toscana, e non solo. Questo ha comportato un aumento nel numero delle cisterne da servire ed anche un giusto aumento dei livelli di sicurezza per tutti i lavoratori: entrambi i fattori non giustificano però che in alcuni giorni tutto funzioni mentre in altri, che stanno diventando a quanto ci risulta sempre più frequenti, le attese diventino insopportabili».

Alessandro Longobardi, coordinatore di Cna Fita Livorno
Il coordinatore di Cna Fita segnala che «le cisterne arrivano e si parcheggiano nel grande piazzale di asfalto a lato dell’entrata dell’ex raffineria. Lì c’è un piccolo punto di attesa che però, all’accumularsi degli arrivi e al rallentamento delle operazioni carico, diventa totalmente insufficiente a dare riparo e ristoro dal caldo: gli autisti giustamente si lamentano, soprattutto in questo periodo di temperature infernali». Aggiungendo poi: «Le imprese di autotrasporto ci segnalano che i giorni in cui le attese superano i tempi consueti, arrivando anche ad oltre tre-cinque ore sono sempre più frequenti». E non è finita: «Dopo l’attesa al caldo, gli autisti devono mettersi sul camion ed iniziare il vero lavoro di condurre il mezzo a destinazione in sicurezza; ma a quel punto le ore di impegno del lavoratore, disciplinate da una severa tempistica, rischiano di esser state consumate dall’attesa e questo genera problemi anche alle aziende di trasporto».
È per questa serie di motivi che dall’organizzazione di categoria parte l’invito alla direzione di Eni: prenda di petto la situazione, ne verifichi i vari aspetti e intervenga al più presto – dice Longobardi – per «risolvere le cause che generano questo disservizio che danneggia autisti e imprese».











