«Ok il decreto del governo ma ora giro di vite contro chi specula»
Il fronte delle associazioni: colpa della geopolitica ma anche dei furbetti
ROMA. Il fronte dell’autotrasporto stringe i bulloni e mette nero su bianco una «valutazione unanime positiva sull’operato del governo»: sotto la luce dei riflettori il fatto che «nell’ultimo decreto-legge approvato il 27 luglio ha rispettato gli impegni assunti nell’accordo di Palazzo Chigi a maggio con la categoria dell’autotrasporto». Stavolta però non prende la parola semplicemente il vertice di Unatras, l’organizzazione che raggruppa la galassia delle associazioni di settore: adesso il nuovo comunicato arriva «a seguito del vertice tra tutte le organizzazioni di rappresentanza di settore» e contiene una sfilza interminabile di loghi per ciascuna delle sigle di questo frastagliatissimo arcipelago.
Le firme sono quelle, per segnalare soltanto alcune, di Anita, Cna Fita, Fai, Confartigianato Trasporti, Assotir, Lega Coop e Confcooperative. Si afferma che, da un lato, il Consiglio dei ministri «ha proceduto con la riduzione generalizzata delle accise alla pompa di 17 centesimi al litro (Iva compresa)» e, dall’altro, ha stanziato «ulteriori 22 milioni per il mese di luglio per le imprese di autotrasporto beneficiarie del credito d’imposta di 300 milioni di euro previsti per il periodo marzo-giugno».
Ma il documento non si esaurisce nel plauso al decreto: va detto che, allo stesso tempo, questo raggruppamento di associazioni coalizzate esprime «forte preoccupazione» per il fatto che stiamo attraversando «una perdurante situazione di instabilità geopolitica». Di fronte ai guai del presente (e ai continui rincari del carburante), è contro questo stato di cose – cioè questa «fase di incertezza costante» a livello internazionale – che si punta il dito per indirizzare il malcontento e indicare l’origine dei problemi.
Resta la questione dei «continui rialzi del costo dei carburanti»? Le associazioni richiamano «a gran voce» l’attenzione del governo e degli organi di controllo preposti. Obiettivo: far presente che occorre vigilare sull’andamento dei prezzi dei carburanti perché «le crisi internazionali talvolta non sono sufficienti a giustificare gli aumenti sproporzionati registrati alla pompa, su cui bisogna prevenire ogni effetto speculativo».
Tutta quanta la galassia delle associazioni firmatarie vogliono proteggere il «valore dell’unitarietà nell’interlocuzione col governo»: per questo ritengono «indispensabile continuare a mantenere attivo un coordinamento permanente» così da affrontare – si sottolinea – «le problematiche in corso e proporre soluzioni utili alla tutela e competitività di un comparto strategico ed essenziale per l’economia del Paese quale è l’autotrasporto merci».











