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NAVI E GEOPOLITICA

La Cina lancia la “rotta del Polo Nord”: e ora il Mediterraneo?

Non è più solo un esperimento: cosa cambia dopo questa mossa

Una nave affrinta la rotta artica fra i ghiacci

PECHINO. La Via della Seta Polare (o Ice Silk Road) è stata formalmente inaugurata dalla Cina nell’agosto 2026 come nuova rotta commerciale verso l’Europa, con l’obiettivo di aggirare i colli di bottiglia marittimi del sud, in primis lo stretto di Hormuz e il Canale di Suez.

L’idea strategica della rotta artica secondo Pechino preannunciata già otto anni fa in un intervento su “Tirreno Magazine” dal nostro Angelo Roma

Cosa è successo

Dopo le prime prove sperimentali nell’autunno 2025 — quando la portacontainer cinese “Istanbul Bridge” collegò per la prima volta la Cina all’Europa lungo la “rotta del Mare del Nord” con un servizio commerciale strutturato — Pechino ha ora reso operativo un servizio stagionale regolare chiamato “Arctic Express”.

La nave, operata dall’armatore Haijie Shipping, partì dal porto di Ningbo Zhoushan e raggiunse Felixstowe, nel Regno Unito, in 18-20 giorni, contro i 40-50 giorni necessari via Suez.

Perché questa mossa

La Cina sta cercando attivamente di diversificare le sue rotte commerciali per ridurre la dipendenza dai punti critici del traffico marittimo mondiale, che negli ultimi anni sono stati soggetti a blocchi, crisi e tensioni geopolitiche.

La rotta artica permette di:

  • Tagliare circa 3.500 miglia nautiche: da circa 11mila miglia via Suez a circa 7.500 miglia via Artico.
  • Ridurre i tempi di navigazione del 50-60%, un vantaggio decisivo per merci ad alto valore come batterie, pannelli solari, prodotti elettronici ed e-commerce.
  • Evitare lo stretto di Hormuz, al centro di una crisi in corso che sta rendendo sempre più rischiosa la navigazione nel Golfo Persico.

Rotta artica per una nave cargo

L’asse con la Russia

La riattivazione della Via della Seta Polare consolida l’asse geopolitico tra Cina e Russia. Le navi cinesi devono infatti solcare acque a ridosso delle coste siberiane, dove la cooperazione con Mosca diventa inevitabilmente più stretta. I due Paesi hanno già annunciato piani per costruire cinque nuove navi portacontainer rompighiaccio per garantire un servizio quanto più possibile continuativo.

Limiti e prospettive

Nonostante i vantaggi, la rotta presenta ancora ostacoli significativi:

  • Stagionalità: per ora è percorribile principalmente nei mesi estivi, quando il ghiaccio si scioglie.
  • Necessità di navi rompighiaccio: almeno fino a quando lo scioglimento della calotta glaciale non renderà il percorso più agevole (si parla di un orizzonte intorno al 2040-2045).
  • Rischi geopolitici: i Paesi artici, in particolare la Russia, controllano l’accesso a queste acque; inoltre, l’espansione cinese nell’Artico è vista con sospetto da Stati Uniti e alleati europei.

In sintesi, la notizia è confermata e di grande rilevanza geopolitica: la Cina ha formalmente lanciato una rotta artica commerciale che ridisegna le rotte globali, bypassando i punti caldi del Medio Oriente e rafforzando il legame con Mosca.

Angelo Roma

Pubblicato il
12 Agosto 2026
di ANGELO ROMA

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