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UNDICI AVVISI

Come ti riqualifico la forza lavoro: la Regione Toscana tira fuori oltre 9 milioni

Indispensabile ridurre il divario rispetto alle esigenze delle aziende

FIRENZE. La Regione Toscana mette in campo un pacchetto di undici avvisi che hanno alle spalle un gruzzoletto di 9,3 milioni di euro come dote. Scopo: formare le professionalità richieste dalle imprese coinvolgendo disoccupati, inattivi e lavoratori in cassa integrazione così da offrire loro una opportunità, magari una seconda opportunità.
L’intenzione – viene spiegato presentando l’iniziativa – è quella di riuscire a saldare tramite la formazione l’esigenza di chi cerca un lavoro e quella di chi ha bisogno di manodopera per produrre. I 9,3 milioni di euro arrivano da Pr Fse+ (fino al 2027) e vengono stanziato per formare “personale qualificato nei principali ecosistemi produttivi strategici della Toscana”. Segnatamente: “dall’artigianato alla moda, dalla metallurgia alla meccanica, dal turismo ai trasporti”, com’è stato ribadito nell’annuncio.

I percorsi – viene messo in risalto – saranno rivolti a persone disoccupate, inattive e lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) che abbiano una riduzione dell’orario di lavoro pari o superiore al 50 per cento.
Occorre aggiungere che il quadro strategico prende le mosse dallo studio realizzato da Irpet, che ha individuato gli ecosistemi maggiormente strategici sulla base di tre dimensioni: la capacità di creare lavoro, la qualità del lavoro attivato (“in termini di contenuti, stabilità e capitale umano”) e la competitività.
A presentare le proposte potranno essere gli organismi formativi accreditati, singolarmente oppure in Ati/Ats, anche in partenariato con imprese prive di finalità formativa.

La Regione Toscana avverte che il bersaglio dell’iniziativa è la riduzione del cosiddetto “disallineamento” tra le competenze disponibili e quelle richieste dal mercato: i percorsi formativi saranno costruiti “in relazione alle effettive esigenze del tessuto produttivo”. Al centro dell’attenzione c’è il coinvolgimento delle imprese in modo da “favorire il successivo inserimento lavorativo dei partecipanti”.
C’è anche dell’altro. Il secondo asse di intervento riguarda le grandi trasformazioni che stanno interessando il sistema economico: e qui la Regione Toscana indica gli assi della transizione ecologica e digitale, l’aggiornamento delle competenze e l’accompagnamento dei settori in crescita e di particolare rilevanza a livello europeo (“alla green economy alla blue economy fino all’innovazione tecnologica”).

Gli organismi formativi hanno tempo fino a fine settembre per farsi avanti e presentare i progetti. E per i cittadini interessati a riqualificarsi? Da Firenze si informa che i percorsi formativi “saranno presumibilmente disponibili per la cittadinanza interessata a partire dall’inizio del prossimo anno”.
Queste le parole del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani: “Si tratta di un investimento significativo che conferma il nostro pieno impegno per una formazione capace di guardare al futuro e di rispondere alle esigenze concrete del nostro sistema produttivo”.

Così il commento di Alberto Lenzi, assessore regionale al lavoro e alla formazione: “Con questo intervento vogliamo mettere al centro le competenze e il rapporto diretto tra formazione e mondo del lavoro. La Toscana investe per costruire percorsi capaci di rispondere concretamente ai fabbisogni delle imprese, aiutando le persone ad acquisire professionalità che oggi sono richieste e spesso difficili da reperire. È un investimento che guarda insieme alla competitività del nostro sistema produttivo e alle opportunità occupazionali per le persone”.

Pubblicato il
17 Agosto 2026

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