«Ci mancherà quel modo tutto suo di raccontare il “mare nostrum”»
Parlano il presidente dell’Authority e i sindaci di Livorno e Capraia

Sopra; i sindaci Luca Salvetti (Livorno) e Marida Bessi (Capraia Isola). In basso: il presidente dell’Authority Davide Gariglio
In ricordo del nostro Antonio Fulvi, per più di mezzo secolo direttore della “Gazzetta Marittima”, intervengono le tre voci istituzionali che più hanno a che fare con lui, la sua vita di cronista e l’esistenza di uomo. Parlano il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, quella di Capraia, Marida Bessi, e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Davide Gariglio.
Luca Salvetti, sindaco di Livorno
È dura scrivere una nota di cordoglio per Antonio Fulvi, giornalista, un collega capace, intelligente, penna raffinata e pungente, un maestro per tutti. Ma è stato anche un amico con cui poter discutere di ogni argomento, ma soprattutto di porto e di mare, che era la sua grande passione. Figlio di ammiraglio, il mare per lui era vita e lo ha vissuto in tutte le sue sfaccettature. Lo ha raccontato, dopo la sua traversata in solitaria del Mediterraneo in gommone, anche nel suo libro “Duemila miglia in gommone. Attraverso il Mediterraneo in solitario” classificandosi secondo al Premio Bancarella Sport. Ha scritto tanto Antonio, articoli e libri, con serietà ed ironia, una delle sue peculiarità. Ha dato tanto a tutti, insegnamenti ed affetto nei confronti della sua famiglia ed in particolare dell’amatissima nipote Margherita. Porgo le mie condoglianze a tutta la famiglia di Antonio, ai figli Marco e Nanni, alla nuora Michela Berti, giornalista anche lei e alla nipote Maguy.
Marida Bessi, sindaca di Capraia Isola
Livornese d’origine, capraiese d’adozione e d’anima fin dal 28 maggio del 1984, quando scelse ufficialmente di fare di questo scoglio la sua casa, Antonio Fulvi ci ha lasciati. Con lui perdiamo un punto di riferimento insostituibile, un amico sincero e la vera voce della nostra comunità.
Storico giornalista per “La Nazione” e per oltre mezzo secolo guida attenta e autorevole della “Gazzetta Marittima”, Antonio ha trasformato la sua viscerale passione per il mare e per la navigazione — testimoniata anche da memorabili avventure in solitaria — nel filo conduttore di tutta la sua vita. Tra Livorno e Capraia ha saputo tracciare una rotta fatta di parole, affetti e battaglie: il porto raccontato con acume e lo scoglio vissuto ogni giorno. Per lui il mare non è mai stato una barriera che divide, ma un orizzonte di legami indissolubili.
A Capraia non è mai stato un semplice spettatore. Antonio ha partecipato pienamente e generosamente alla vita dell’isola: con ironia, passione e lucidità ha condiviso i momenti di festa come i giorni più complessi, mettendo la sua mente e la sua penna al servizio di tutti noi. Ogni volta che c’era da difendere i diritti di Capraia, il suo futuro e la dignità di chi vive sul mare, lui era in prima fila.
Lo ricordiamo oggi così: lucido, ironico, appassionato e con lo sguardo sempre rivolto all’orizzonte. Tutta la comunità di Capraia Isola si stringe attorno ai suoi cari. Il suo ricordo e i suoi scritti rimarranno custodi della nostra memoria, e il mare sarà per sempre testimone del suo grande amore per questo scoglio.
Fai buon viaggio, Antonio.

La copertina del nuovo manuale scritto da Fulvi che fa il bis con il bestseller di oltre vent’anni prima
Davide Gariglio, presidente dell’Authority livornese
Con la scomparsa di Antonio Fulvi, il mondo dello shipping, della portualità e del giornalismo marittimo perde una voce autorevole e profondamente legata a Livorno e al suo porto. Per oltre mezzo secolo, alla guida della “Gazzetta Marittima” e come firma storica de “La Nazione”, Antonio ha raccontato il porto, il suo mondo e le persone che lo animano con competenza, passione e quello spirito schietto e ironico che lo distingueva.
Aveva una conoscenza profonda delle questioni marittime e portuali, ma soprattutto sapeva guardare ai cambiamenti del settore con curiosità e con un punto di vista sempre personale. Nei suoi articoli e nei suoi corsivi emergeva un legame autentico con il mare e con Livorno, insieme alla capacità di parlare ai protagonisti del porto senza mai perdere il gusto della battuta e dell’ironia.
Per generazioni di operatori, professionisti e rappresentanti delle istituzioni è stato un interlocutore prezioso e una presenza costante nella vita del nostro scalo.
A nome mio personale, del segretario generale e di tutta l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, rivolgo le più sincere condoglianze alla famiglia, alla redazione della “Gazzetta Marittima” e a tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo e di lavorare con lui.
Ci mancheranno la sua voce, la sua competenza e quel modo tutto suo di raccontare il porto e il mare.











