Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Rotta artica cominciata la corsa

LONDRA – La visita in Europa del premier cinese, con fulcro in Francia per l’incontro con Macron, ha rilanciato il progetto, che sembra in stato avanzato, della seconda “via della seta” cinese attraverso l’Artico. Obiettivo, già da tempo sotto test, è raggiungere il nord Europa attraverso la “scorciatoia” dell’Artico, l’area marina dell’emisfero nord del mondo coperta da ghiacci che, a causa del surriscaldamento globale, sono sempre più sottili.

Gli esperimenti fatti negli ultimi anni hanno dimostrato che la strada dell’Artico è sempre più aperta. Il famoso passaggio a nord-ovest è stato ripetutamente violato fin dal 2018 quando una petroliera russa ha raggiunto dalla Norvegia la Corea del Sud in soli 19 giorni, senza utilizzare rompighiaccio apri-pista o senza particolare carena. Le mappe che mostrano la rotta nord sopra il continente asiatico e la Scandinavia sembrano, a prima vista sulla carta, più lunghe addirittura della circumnavigazione dell’Africa: ma si tratta dell’aberrazione della proiezione di Mercatore, che trasferisce la superficie sferica della terra in un cilindro, sviluppando quindi enormemente le aree mano a mano che si avvicinano ai poli.

[hidepost]

La rotta polare non interessa solo la Cina: Stati Uniti, Regno Unito, Danimarca (Maersk), Canada, Taiwan in particolare hanno elaborato progetti importanti, che naturalmente vengono tenuti riservati. Di recente anche grandi e medie full-container (nella foto) hanno attraversato la banchisa polare: e la riduzione dei ghiacci viene attentamente monitorata anche dai satelliti. In questo quadro, chi rischia di più è il Mediterraneo, che si troverebbe praticamente decentrato rispetto ai maggiori flussi di traffico, mettendo in primo piano i porti del Nord Europa. A Bruxelles è uno dei temi di analisi, anche se di questi tempi tutto è di fatto subordinato alla campagna elettorale in corso. Gli specialisti hanno elaborato grafici dai quali risulta che attraverso l’Artico è già possibile  dimezzare i tempi di collegamento tra Cina ed Europa del Nord,  in media 20 giorni contro gli attuali 48. Adesso che sempre di più il tempo è denaro, tutti i principali player del trasporto container sono ai pali di partenza.

[/hidepost]

Pubblicato il
25 Maggio 2024
Ultima modifica
27 Maggio 2024 - ora: 09:16

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio