Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Congestione e surcharges

Giampaolo Botta

GENOVA – Il problema è emerso in particolare per il porto di Genova, ma vale ormai per buona parte degli scali, e non solo europei. È quello delle banchine intasate, delle aree di sosta dei Tir altrettanto, dei ritardi nelle operazioni di carico e scarico che mettono a dura prova (e costano) l’autotrasporto pesante.

La soluzione d’emergenza: il contestato surcharge.

“Dialogo sì, ma senza la spada di Damocle del congestion surcharge”.

È questa la posizione espressa a Palazzo San Giorgio da Spediporto e Fedespedi nell’incontro convocato dall’ Autorità di Sistema Portuale per analizzare la situazione che si è venuta a creare dopo che le sigle dell’autotrasporto hanno annunciato l’intenzione di applicare una congestion fee per i ritardi nei cicli operativi portuali.

All’incontro erano presenti Giampaolo Botta, direttore generale Spediporto e il consigliere Massimiliano Revello mentre Fedespedi era rappresentata dal presidente Alessandro Pitto.

[hidepost]

Spediporto e Fedespedi hanno ribadito con forza la propria posizione: “Siamo disponibili – spiega Botta – ad entrare nelle problematiche evidenziate dal mondo dell’autotrasporto, a trovare soluzioni anche da un punto di vista operativo.

Però una condizione è necessaria: lo stop alla richiesta del sovrapprezzo per il tempo necessario ad un’approfondita analisi della situazione, circa un mese”.

Alessandro Pitto

I risultati emersi – spiega ancora il direttore generale di Spediporto – dovranno essere condivisi tra tutti gli operatori mentre ad Autorità di Sistema Portuale toccherà, poi, tradurli in nuove “regole del gioco”.

Spediporto e Fedespedi sottolineano come questo passo avanti potrà avvenire se tutte le parti in causa si presenteranno con serietà e voglia di trovare soluzioni concrete, senza che si debba agitare lo spauracchio del “congestion”.

Botta ricorda come gli spedizionieri siano già fortemente penalizzati dagli innumerevoli ritardi in ambito portuale: “Basti pensare – è il pensiero del dg Spediporto – a quelli, da noi più volte denunciati, legati a controlli sanitari.

Un ulteriore aggravio di costi andrebbe a colpire indiscriminatamente gli operatori e sarebbe economicamente insostenibile”.

[/hidepost]

Pubblicato il
15 Giugno 2024
Ultima modifica
18 Giugno 2024 - ora: 12:21

Potrebbe interessarti

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio