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Armatori alla sfida sulla carta?

LIVORNO – Può sembrare un controsenso, in tempi nei quali tutti o quasi spingono per cancellare i giornali su carta, smaterializzandoli sul web. Eppure: non solo la carta stampata sembra resistere, ma ci sono segnali di una nuova stagione. Nella quale, tra l’altro, i grandi gruppi armatoriali sembrano interessarsi oltre che dei container e dei ro/ro anche delle pagine scritte, quelle secondo l’antico detto romano “scripta manent”.

Capisco che potrei essere accusato, sempre per dirla in latinorum, di “Cicero pro domo sua”: la nostra vetusta Gazzetta è tra le poche ormai rimaste anche sulla carta stampata, e finché ce lo lasciano fare, ne siamo orgogliosi. Ma queste sono considerazioni personali, avulse dal tema. Il quale, come dice il nostro titoletto, riguarda l’interesse dei gruppi armatoriali alle testate giornalistiche.

È ormai noto al volgo e all’inclita che MSC, primo gruppo armatoriale al mondo, è diventato proprietario del glorioso quotidiano di Genova. Non chiedeteci perché: certo è che non per incrementare le notizie di cronaca nera, che ai tempi d’oro dei quotidiani si guadagnavano sommari alle edicole (oggi in fase di dismissione) a lettere cubitali. Un quotidiano storico di una grande città che vive di un grandissimo porto aiuta a far capire alla gente, appunto, l’importanza per la vita quotidiana, per il presente e per il futuro delle banchine e di chi ci lavora.

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Fine del pistolotto: adesso vado sulle ipotesi. Come quella della voce che sta circolando in queste ore su un interesse di un altro grande gruppo armatoriale su un altro storico giornale di un altro storico porto. Il gossip, alimentato da un passi-pissi-bao-bao sempre più diffuso, si riferirebbe all’interesse del Gruppo Grimaldi allo storico quotidiano livornese, che sembra navigare in acque burrascose (come del resto la quasi totalità dei quotidiani di media diffusione). Un gossip che nei aggancia anche alle indiscrezioni secondo le quali nel suddetto quotidiano sarebbero in corso dure riduzioni del corpo poligrafici e ipotesi di “smart working” per bel corpo giornalistico, insomma lavorare da casa se volete lavorare.

Sono solo chiacchiere, buttate lì per far male? Il fatto è che circolano. E se avessero una base di verità nell’interesse del Gruppo Grimaldi, potrebbero trovare una spiegazione speculare su quanto avvenuto a Genova da parte di MSC. “A pensar male (se è pensar male, n.d.r.) – diceva il divo Andreotti – si fa peccato: ma quasi sempre s’azzecca.” Aspettiamo. 

(A.F.)

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Pubblicato il
23 Novembre 2024
Ultima modifica
25 Novembre 2024 - ora: 10:30

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