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Focus su POT Livorno e riordino legislativo

Due appuntamenti con spunti polemici specialmente sui tempi – Le scelte labroniche per le crociere, il sistema dei bacini e le localizzazioni sulla sponda est della Darsena Toscana

Giuliano Gallanti

LIVORNO – Non sarà, o almeno non dovrebbe essere, un comitato interlocutorio, quello di oggi alla Port Authority labronica: perché all’ordine del giorno c’è la ratifica del POT, presentato solo una decina di giorni fa allo stesso comitato, e specialmente ci sono alcune delle scelte qualificanti per il futuro dello scalo, come la destinazione del “sistema” dei bacini, la definitiva assegnazione dell’Alto Fondale alle crociere, le “compensazioni” relative ai traffici della cellulosa, l’eventuale localizzazione sulla sponda est della Darsena Toscana di imprese industriali che ne hanno fatto domanda, e l’avvio di lavori da tempo annunciati, come la seconda vasca di colmata, il sospirato allargamento della parte navigabile della “strettoia” del Marzocco (spostamento delle condotte sottomarine dell’Eni), i dragaggi, la chiusura delle porte vinciane sulla darsena Toscana.
[hidepost]Dal comitato ci si aspettano risposte, infine, anche sui temi più direttamente legati al lavoro e al rispetto delle regole, come richiamato dall’assemblea dei lavoratori del porto tenutasi per iniziativa della Cgil venerdì nella stazione crociere; assemblea nella quale si è levato anche l’ennesimo grido di dolore sull’«immobilismo» decisionale del porto, oltre al richiamo degli iscritti all’Agelp che ancora non hanno trovato una soluzione, e quello altrettanto amaro di chi – dal sindacato ma anche direttamente dalle banchine – ha accusato la città (e le sue istituzioni) di essere assente e totalmente disinteressata alla crisi epocale che il porto attraversa.

* * *

E a proposito di amarezze, vanno anche registrate quelle emerse due giorni fa, lunedì pomeriggio nel seminario-dibattito a Villa Letizia, sede del Polo universitario Sistemi Logistici, sul tema “Il riordino della normativa sulla portualità: una spinta per il rilancio dei traffici e l’evoluzione dei sistemi logistici?”
Torneremo sul dibattito, che è terminato a tarda ora, quando questo giornale stava già andando in stampa. Ma l’elemento prevalente sulle pur articolate relazioni (all’ordine del giorno quelle, dopo il saluto della professoressa Giovanna Colombini direttrice del Polo, di Claudio Tonci di Federmanager, del presidente di Confindustria Livorno Alberto Ricci, di Oliviero Baccelli dell’università Bocconi e del senatore Marco Filippi della commissione trasporti del Senato) è stata la crisi di governo, che ha messo definitivamente una pietra tombale alla riforma della riforma dei porti, lasciando il sistema logistico nazionale ancora una volta in balia della ormai superata legge 84/94.
Nella tavola rotonda successiva alle relazioni (iscritti a partecipare Luciano Canepa, avvocato marittimista, Giuliano Gallanti presidente dell’Authority di Livorno, Luigi Merlo presidente di Assoporti e dell’AP di Genova, l’ammiraglio Raimondo Pollastrini, consigliere della Corte dei Conti e già comandante del corpo delle Capitanerie, e infine il presidente dell’Unione Interporti Riuniti Alessandro Ricci) il riordino della normativa sulla portualità è stato esaminato dai principali punti di vista del sistema logistico nazionale, mettendo anche a fuoco le urgenze principali per tener testa alla sempre più accanita concorrenza degli altri scali, sia europei (specie del range del nord Atlantico) sia nord africani.

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Pubblicato il
12 Dicembre 2012

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