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LA PROTESTA

L’Usb accusa: licenziamenti intimidatori nelle imprese di logistica

Giovedì 30 la mobilitazione davanti ai tribunali del lavoro

ROMA. Il sindacato di base Usb Lavoro Privato Settore Logistica ha messo in agenda per giovedì 30 aprile una mobilitazione davanti ai tribunali del lavoro delle principali città. Scopo: dinnanzi alle istituzioni che si occupano del mondo del lavoro alzare il velo sull’«uso intimidatorio del licenziamento nelle relazioni industriali».

Dito puntato contro le multinazionali della logistica che in questi anni «si sono servite di numerose aziende che si sono distinte per evasione fiscale, contributiva, interposizione illecita di manodopera, infiltrazione di malavita organizzata». Presentando l’iniziativa di lotta, l’Usb ricorda che «le Procure della Repubblica di mezza Italia, in particolare quella di Milano, hanno sequestrato centinaia di milioni di euro, imposto la cacciata degli appaltatori più impresentabili e in alcuni casi l’internalizzazione del personale».

Ma c’è un “ma”, secondo il sindacato di base: «Alla “pulizia” imposta dai giudici, all’imposizione del pagamento delle tasse, al rispetto della legalità, le multinazionali hanno reagito cercando di far ricadere i maggiori costi sulle spalle dei lavoratori». In che modo? «Aumentando carichi e ritmi di lavoro a parità di salario». L’hanno fatto utilizzando «lo strumento intimidatorio delle sanzioni disciplinari e dei licenziamenti nei magazzini». Il riferimento è a casi in cui i lavoratori sono stati messi alla porta perché – viene sottolineato – «si sono rifiutati di correre come pazzi per consegnare pacchi in spregio alle norme di sicurezza e al codice della strada».

L’Usb vuol portare questi casi ai tribunali del lavoro e chiedere che la giustizia intervenga oer far rispettare i diritti dei lavoratori. A tal riguardo viene preannunciata per il 23 maggio a Roma una manifestazione nazionale operaia che mette al centro come richieste: il taglio dell’«inutile e deleteria spesa militare», l’aumento dei salari, la sicurezza sul lavoro, il rispetto delle persone e della loro dignità.

Pubblicato il
30 Aprile 2026

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