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SOS GASOLIO

Il “fronte dei Tir” il 22 maggio a tu per tu con Meloni e Salvini

Alla vigilia della protesta che fermerà i camion per 5 giorni, anzi di fatto una decina

ROMA. La convocazione al tavolo di Palazzo Chigi è arrivata, e al livello più alto: uno spiraglio di trattativa potrebbe essersi aperto relativamente alla situazione dell’autotrasporto. È Unatras, il coordinamento che raggruppa gran parte delle associazioni di settore, a dare notizia della «convocazione pervenuta da Palazzo Chigi per il giorno 22 maggio».

Al confronto sarà presenta anche Confartigianato Trasporti, dice l’associazione degli artigiani confermando che la questione è stata presa in mano direttamente dalla presidenza del consiglio: «Al tavolo di confronto parteciperanno la presidente del consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier e ministro dei trasporti Matteo Salvini», dice Confartigianato, vedendo nella presenza di due figure di tale calibro un «importante segnale di attenzione del governo verso le tematiche del settore». Per gli artigiani dell’autotrasporto, si tratta di «un appuntamento cruciale per ribadire le priorità, le criticità e le urgenze delle  imprese al massimo livello dell’esecutivo». Al termine del vertice – viene sottolineato – seguirà una comunicazione con tutti gli aggiornamenti e gli esiti dell’incontro.

Vale la pena di ricordare che Unatras, la costellazione di associazioni di categoria che rivendica di rappresentare il 90% del “fronte dei Tir” ha in agenda dalla mezzanotte di domenica 24 maggio cinque giorni filati di stop al trasporto merci via camion in tutto il Paese (fino cioè a tutto il giorno 29). Ricordiamoci però che domenica 24 (dalle 9 alle 22) i mezzi pesanti non dovrebbero circolare, idem sabato 30 (dalla 9 alle 14) e domenica 31 (dalla 9 alle 22) così come martedì 2 giugno per la festa della Repubblica (dalle 7 alle 22). Tradotto: la normalità dei flussi di consegna delle merci potrebbe riprendere solo dopo una decina di giorni. Giusto mercoledì 13 il numero uno di Unatras, lo storico leader dell’autotrasporto made in Italy, Paolo Uggè, ha ricordato di aver inviato un messaggio anche al ministro dell’interno per chiarire che, siccome se si ferma l’autotrasporto si ferma il Paese, c’è il rischio che si aprano problemi di ordine pubblico.

NELL’ARCHIVIO/1: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima del 13 maggio in cui si segnala che Unatras per ora non revoca il fermo e segnala al ministro dell’interno il rischio di problemi di ordine pubblico

NELL’ARCHIVIO/2: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima del 2 maggio in cui Unatras segnala perché il taglio delle accise non basta (vengono chieste misure specifiche di settore)

Paolo Uggè, storico leader di Fai e alla guida del coordinamento Unatras che raggruppa le varie associazioni del settore

Nel mirino c’è l’effetto del rincaro del gasolio che, come ripetono da tempo le imprese di autotrasporto, sta strangolando i costi aziendali dopo i rincari che sono partiti immediatamente appena si è paventata la paralisi dello Stretto di Hormuz: manco a dirlo, cogliendo al volo la scusa buona – questa è l’accusa contro gli speculatori – per incorporare il rincaro con mesi di anticipo rispetto agli effetti reali sui costi industriali.

La convocazione è per venerdì 22, dunque assai a ridosso del fermo: segno che a Palazzo Chigi pensano che aprire il dialogo possa bastare per far revocare il fermo dei camion? Qui ne va della tattica negoziale ma non è del tutto chiaro se  questa apertura sarà sufficiente: di fronte alla convocazione giunta da Palazzo Chigi la reazione di Unatras si limita a dire che ne «prende atto».

Ma uno spiraglio c’è, anche dal lato dell’autotrasporto: il coordinamento di categoria segnala che questa convocazione «testimonia l’attenzione del governo verso la critica situazione dell’autotrasporto italiano».  E soprattutto, a differenza della nota ufficiale di due giorni prima, non ripete che il blocco dei camion resta in previsione: semplicemente non se ne fa più menzione né per confermarlo né per abrogarlo.  Il comunicato di venerdì 15 indica una conferma (ma riguarda «le iniziative di confronto già programmate sul territorio») e soprattutto un auspicio: «Unatras, il coordinamento delle associazioni nazionali dell’autotrasporto presieduto dal presidente della Fai Paolo Uggè, auspica che dall’incontro diretto con la presidenza del Consiglio risultino le misure necessarie ed adeguate attese dalla categoria».

Pubblicato il
15 Maggio 2026
di G.M.

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