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UNIPORT

«Livorno e i porti liguri insieme nella sfida ai grandi scali del Nord Europa»

La visita del presidente Legora de Feo: la Darsena Europa è fondamentale

Pasquale Legora de Feo, presidente Uniport

LIVORNO. Finalmente qualcuno che guarda al di là del giochino di strapparsi i teu da un porto all’altro nel giro di 100-200 chilometri, quando non da una banchina all’altra di uno stesso scalo. Pasquale Legora de Feo, numero uno di Uniport, organizzazione di categoria dell’imprenditorialità portuale, lo indica con chiarezza facendo il punto della propria visita allo scalo labronico: nel Nord-Ovest del Bel Paese, «insieme ai porti liguri» Livorno rappresenta «il sistema in competizione con i porti del Nord Europa per l’accesso ai mercati continentali». Tradotto: il problema non è come Livorno ruba i container a Genova ma come tutti e due (o tre, compreso La Spezia, o anche quattro, incluso Savona) evitano che sia Rotterdam uno dei principali porti a servizio dell’Italia, com’è attualmente e come rischia di esser ancora di più in futuro.

È naturale che per conseguire questo obiettivo, è «indispensabile garantire la piena accessibilità nautica alle infrastrutture esistenti per le navi di nuova generazione», dice Legora de Feo. Come dire: la Darsena Europa è «decisiva per il futuro del porto di Livorno», in quanto da un lato elimina le strozzature all’accesso delle navi più grandi e dall’altro mette in moto la riorganizzazione delle aree portuali esistenti. È una situazione che Legora de Feo conosce: ritiene che abbia «elementi di analogia con quanto previsto a Napoli attraverso il progetto della Darsena di Levante».

Sono queste alcune delle sottolineature emerse nel faccia a faccia con la stampa, al quale nella sede dell’Authority a Palazzo Rosciano hanno preso parte i vertici del mondo istituzionale e portuale livornese: dal presidente dell’ente portuale, Davide Gariglio, al prefetto Giancarlo Dionisi (che ha anche un compito fondamentale come commissario della maxi-Darsena), dal sindaco labronico Luca Salvetti al direttore marittimo ammiraglio Giovanni Canu. In precedenza, il presidente di Uniport aveva visitato il cantiere della Darsena Europa insieme ai rappresentanti delle imprese Uniport. Successivamente è stato impegnato invece dal consiglio direttivo dell’associazione che si è tenuto nella sede del terminal Lorenzini («uno dei soci fondatori dell’associazione») alla presenza del senatore Manfredi Potenti.

L’iniziativa di Uniport a Livorno: l’incontro a Palazzo Rosciano, sede dell’Authority

Questa trasferta livornese fa parte di un calendario di “incontri associativi itineranti” che Uniport ha messo in campo lungo le coste della penisola: ha offerto una opportunità di dialogo tra il consiglio direttivo e le imprese toscane della comunità marittimo-portuale.

Inutile dire che la situazione infrastrutturale locale non è stato l’unico argomento sotto la luce dei riflettori: non è forse vero che proprio in questi giorni sta ripartendo il dibattito sulla riforma della portualità all’insegna della Porti d’Italia spa? Legora de Feo dice di voler guardare alla riforma della governance portuale e al disegno di legge attualmente all’esame del governo «con un approccio pragmatico e collaborativo»: spiega di vedere «con favore» l’idea di un maggiore accentramento nell’individuare le opere infrastrutturali di interesse nazionale e internazionale.

Anzi, la scelta di rafforzare il coordinamento nazionale dovrebbe riguardare – questo il filo rosso del suo argomentare – non solo le infrastrutture, ma anche «l’armonizzazione delle procedure e delle tempistiche, con particolare riferimento a concessioni, autorizzazioni, attività di vigilanza, digitalizzazione e programmazione strategica». Con una sottolineatura, però: «Auspichiamo un maggiore coinvolgimento delle categorie economiche e dell’utenza portuale nei processi decisionali non soltanto nazionali ma anche territoriali dove le Autorità di Sistema continueranno ad essere un punto di riferimento importante».

Costruttivo il suo approccio, ma costruttivo dev’essere – sostiene – anche il modo con cui si affronta il confronto parlamentare «evitando sovrapposizioni e ulteriore burocrazia».

Altra questione calda se non incandescente: il lavoro portuale. Prima di tutto la sicurezza dei lavoratori. Dipende dal fatto che «in contesti complessi come quelli portuali, caratterizzati da elevate interferenze operative – dice Legora de Feo – l’età media avanzata e l’aumento delle inidoneità incidono inevitabilmente sull’organizzazione del lavoro e sugli standard di sicurezza». Lo ribadisce ma mette l’accento anche sul fatto che c’è da stupirsi per la mancata attivazione («a quasi cinque anni dalla legge che lo ha previsto») del Fondo per incentivare il pensionamento anticipato dei lavoratori delle imprese autorizzate e concessionarie. A tal riguardo, è stato richiesto un intervento del governo.

Palazzo Rosciano, sede dell’Authority labrinica, ha ospitato l’iniziativa di Uniport

Vale la pena di aggiungere che, a giudizio di Gariglio, la visita del consiglio direttivo Uniport a Livorno rappresenta «un segnale di vicinanza importante»: l’ha ribadito ricordando la rilevanza dell’associazione come interlocutore qualificato nazionale sulle materie della portualità e come punto di riferimento delle Autorità di Sistema nei porti grazie alle numerose imprese associate.

Il prefetto-commissario Dionisi, ringraziando Uniport per la visita alla Darsena Europea, ha ricordato che è per importanza la seconda infrastruttura strategica del Paese: «Darà impulso allo sviluppo economico non solo del territorio, ma di tutto il Paese». A suo parere, il contributo di competenze dell’associazione sarà «sicuramente importante anche per il proseguio dei lavori». L’ammiraglio Canu è tornato a insistere sull’esigenza di far crescere il porto dal punto di vista infrastrutturale per permettere l’accesso a navi sempre più grandi.

Per il sindaco Salvetti c’è un cambiamento in atto nel porto di Livorno: come segnala “Port News, il giornale online dell’Authority, «dieci anni fa ci chiedevano come uscire dalla crisi, oggi discutiamo di come svilupparci ancora: Livorno ha alzato la testa. Ora le istituzioni devono spingere insieme per completare il progetto». Aggiungendo poi di aver avuto una garanzia dal “governatore” Eugenio Giani: «Ha detto che non sottrarrà dai fondi regionali stanziati per la Darsena Europa i 40 milioni di euro per anticipare la costruzione del nuovo ponte sullo Scolmatore».

“Port News” sottolinea anche l’omaggio tributato dalla comunità portuale in sala Gallanti a Enio Lorenzini, che con Ugo Grifoni è stato lo storico fondatore dell’omonima società terminalistica. Lorenzini ha ricordato di aver visto svilupparsi il porto moderno anche «grazie a una storica collaborazione con la Capitaneria di Porto» e ha messo in evidenza l’importanza di realizzare la Darsena Europa come «opera fondamentale per costruire la fortuna economica non solo di Livorno, ma di tutta la Toscana e dell’Italia».

Pubblicato il
28 Maggio 2026
di ROBERTO MARIANO

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