Gli aerei privati che dribblavano il fisco: evasione per 4,4 milioni
Guardia di Finanza: sotto la lente migliaia di voli nell’aeroporto di Firenze

Gli accertamenti delle Fiamme Gialle su un aereo atterrato a Firenze
FIRENZE. I finanzieri del comando provinciale di Firenze hanno passato ai raggi x «oltre 20.700 movimenti aerei» che potevano nascondere qualcosa di «potenzialmente rilevanti sotto il profilo tributario»: un esercizio certosino che ha ricostruito in dettaglio il “cosa”, il “quando” e il “come” relativo agli spostamenti di «più di 12.900 voli privati». E il “dove”? In transito nello scalo fiorentino. E il “chi”? Sotto la lente il fatto che 42.100 passeggeri sono stati trasportati ma senza tener fede agli obblighi fiscali.
In pratica, sono state individuate «diffuse irregolarità nel versamento dell’imposta dovuta per i voli privati operati tra il 2020 e il 2023 da oltre mille compagnie aeree estere». Segnatamente, 1.052 società risultate irregolari: equivalgono a quasi due su tre (62,3%) fra i vettori sottoposti a controllo. Complessivamente, le contestazioni della Guardia di Finanza a questa galassia di soggetti indicano un’evasione complessiva pari a quasi 4,4 milioni di euro.
È da segnalare che dagli approfondimenti investigativi è emerso il frequente ricorso a «strutture societarie localizzate in giurisdizioni caratterizzate da elevata opacità fiscale». Non è risultato raro il caso in cui «aeromobili di ingente valore economico risultavano formalmente intestati a società domiciliate in territori a fiscalità privilegiata, rendendo particolarmente complessa l’individuazione dei soggetti effettivamente responsabili degli adempimenti tributari».
L’attività di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle è stata condotta nel settore dell’aviazione privata dell’aeroporto “Amerigo Vespucci” del capoluogo toscano. L’operazione, denominata “Luxury sky”, ha già consentito il recupero di quasi il 60% dell’evasione contestata: numerose compagnie – viene segnalato dal quartier generale delle Fiamme Gialle – hanno già provveduto a regolarizzare la propria posizione versando nelle casse dello Stato più di 2,6 milioni di euro. Per la quota residua sono in corso le attività di monitoraggio e riscossione previste dalla normativa vigente.
La Guardia di Finanza rivendica «l’elevata capacità investigativa e l’efficacia dell’azione» nel contrasto alle «più sofisticate forme di evasione fiscale internazionale, a tutela delle finanze pubbliche, della concorrenza leale e dei contribuenti rispettosi delle regole». Ma anche, detto per inciso, nel nome di «un’efficace tutela degli interessi finanziari dello Stato, assicurando il recupero di risorse indispensabili per il funzionamento dei servizi pubblici e per il sostegno dello sviluppo economico del Paese».











