Piombino: l’accordo finalmente c’è, il rilancio può decollare
Il sindacato: così il nostro altolà l'ha fatto modificare

Foto di gruppo dei protagonisti dell’intesa su Piombino
PIOMBINO (Livorno). È ancora presto per dire se è una svolta storica ma le premesse ci sono: dopo una lunghissima fase di declino, il polo siderurgico di Piombino mette nero su bianco le chance per rilanciarsi come grande realtà industriale. Dopo i progetti di investimento di Metinvest (ucraino-olandese) e Danieli (friulano) e dopo l’iniziativa di Trasteel per rilevare le attività di Liberty Magona, è stato adesso siglato l’accordo che, come annuncia il quotidiano livornese “Il Tirreno” dovrebbe “porre le basi alla prosecuzione del percorso di Jsw a Piombino, attraverso il progetto di revamping del treno rotaie”.

Il ministro Urso firma l’accordo
L’intesa, nel quartier generale del ministero delle imprese e del Made in Italy, ha visto concludersi con la firma il tavolo relativo alla spinosissima questione Jsw. Questo passaggio decisivo mette sotto la luce dei riflettori l’accordo per rilanciare il polo siderurgico piombinese, storica realtà industriale di radice secolare, e farne la leva per dare ossigeno alla reindustrializzazione dell’area. Tutto questo, secondo quanto riportato, è avvenuto davanti al ministro Adolfo Urso, con la presenza di Jsw, di Metinvest e delle istituzioni locali.
L’elemento chiave sta nella salvaguardia dell’occupazione dei lavoratori oggi sotto le insegne di Jsw Steel: l’indicazione di prospettiva è che, riferisce il citato quotidiano, 600 di loro resteranno nei ranghi del gruppo indiano mentre 800 passeranno con Metinvest Adria.
IL SINDACATO BATTE I PUGNI SUL TAVOLO
Tutto rose e fiori, baci e abbracci? No, e a dirlo è il sindacato metalmeccanici Cgil che, con una nota firmata sia dal livello nazionale che da quello territoriale, rivela di aver dato l’altolà alla prima stesura dell’accordo di programma Jws Steel: non solo hanno detto no ma hanno anche “chiesto a tutte le istituzioni presenti (Comune di Piombino, Regione Toscana e ministero) di interagire con l’azienda per inserire le opportune modifiche a tutela dell’occupazione”.
Cosa dice la Fiom-Cgil di aver chiesto? Principalmente garanzie:
• per tutti i lavoratori “fino a che siano pronti gli impianti del progetto Metinvest”
• per tutti i lavoratori “se il progetto Metinvest non dovesse partire”,
• per gli eventuali lavoratori passati a Metinvest “se dovesse fallire il progetto”.
Una quarta garanzia riguarda infine il fatto che Jsw non possa fare “azioni unilaterali contro i lavoratori”.
La Fiom rivendica il fatto che lo sciopero regionale con manifestazione a Firenze, al pari delle precedenti iniziative per la crisi dell’industria, ha spinto istituzioni a prendere in carico tali richieste sindacali unitarie e – viene sottolineato – le hanno “fatte inserire integralmente nel testo poi approvato”.
Secondo quanto reso noto dalla Fiom, a livello sindacale è stato anche “chiesta unitariamente la verifica sull’attuazione dell’accordo quadro sull’occupazione siglato nel 2025: anche questa richiesta è stata accettata”.
PARLA IL MINISTERO: IN BALLO 148 MILIONI
Nella nota ufficiale del ministero delle imprese e del made in Italy si mette l’accento sul fatto che “l’intesa prevede il mantenimento dell’intera forza lavoro attualmente occupata presso il gruppo indiano, inclusi i lavoratori di Gsi Lucchini e Piombino Logistics”. Per Jsw è previsto l’impegno a richiedere l’accesso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori dell’area. E se – aggiungono dal dicastero guidato da Urso – entro il 2027 il progetto Metinvest non venisse realizzato, in tutto o in parte, “Jsw sarà tenuta a presentare un nuovo piano industriale finalizzato alla salvaguardia e al riassorbimento dei lavoratori interessati”. Da metter nel conto anche che, a scanso di sorprese, è stabilito che igni 4 mesi si faccia il punto sull’attuazione degli impegni assunti e sull’avanzamento del percorso di rilancio industriale e occupazionale.
Descrivendo l’identikit del piano, il ministero indica una accoppiata di filoni:
• gli interventi di messa in sicurezza e bonifica ambientale dell’area,
• le iniziative di rilancio e riconversione industriale.
In ballo nel piano di Jsw – viene messo in rilievo – un mix di aspetti:
• “l’ammodernamento del treno di laminazione delle rotaie, con la ristrutturazione degli impianti esistenti,
• l’installazione di nuove tecnologie,
• un progetto di ricerca e sviluppo per l’introduzione delle migliori soluzioni tecnologiche disponibili”.
Quanti soldi da investire? Il conto che fa il ministero complessivamente “ammonta a 148,2 milioni di euro”, che si dice possa in parte contare sulle agevolazioni pubbliche del ministero delle imprese.
L’AUTHORITY: ALLEANZA PORTO-INDUSTRIA PER LA COMPETITIVITÀ
Chi non ha remore a parlare di “accordo storico” è Davide Gariglio, presidente dell’Authority di Livorno-Piombino. Lo ripete annunciando che “il porto è pronto a trainare il rilancio industriale e occupazionale”.
Gariglio non nasconde un sospiro di sollievo: “Oggi si chiude un lungo periodo di incertezza e si apre una nuova stagione di sviluppo e stabilità per il territorio”. Aggiungendo poi: “L’accordo siglato con Jsw, che si affianca agli altri dossier strategici come Metinvest e Magona, dimostra che la sinergia tra industria e logistica portuale è la chiave per la competitività della nostra regione”.
A suo giudizio, l’ammodernamento degli impianti logistici e del treno di laminazione rotaie “rafforzerà l’integrazione tra le banchine e le aree industriali, creando un polo moderno”. In questa partita l’Autorità di Sistema Portuale è intenzionata a non rimanere in panchina: “Garantirà il massimo supporto infrastrutturale e operativo per assicurare che gli impegni presi si traducano a livello procedimentale nel rilancio del nostro porto”, parola di Gariglio.
LAVIOSA (CONFINDUSTRIA): SI PENSI ALLA FORMAZIONE
Anche dai vertici della Confindustria territoriale arriva “un plauso ai ministeri coinvolti, alla Regione Toscana, alle istituzioni locali e a tutte le parti sociali per aver saputo fare sistema”, dice il presidente della delegazione livornese di Confindustria Toscana Centro e Costa, Giovanni Laviosa, mettendo l’accento sull’auspicio che “i passaggi formali si completino rapidamente per dare subito concretezza a questo nuovo capitolo industriale”.
La notizia dell’intesa è accolta da Laviosa “con grandissima soddisfazione”: in tandem con i dossier Metinvest e Magona, “ridisegna finalmente – afferma – un futuro solido e concreto per un’area industriale che ha vissuto troppi anni di incertezza”.
Laviosa insiste sulle due priorità-chiave per il nostro territorio: la salvaguardia totale dell’occupazione e la modernizzazione tecnologica e ambientale. “Questo accordo – sottolinea – risponde a entrambe le esigenze, grazie a un investimento imponente di oltre 148 milioni di euro che permetterà di ammodernare gli impianti esistenti ed installare nuove tecnologie”.
L’esponente confindustriale indica che, in parallelo agli investimenti sulle macchine, “ora inizia il vero e decisivo percorso di riconversione formativa”. Lo ribadisce spiegando che “il nuovo polo siderurgico piombinese richiederà competenze nuove: il nostro impegno prioritario sarà quello di accompagnare i lavoratori in questo cambiamento, valorizzando le loro professionalità storiche e preparandoli alle sfide della siderurgia del futuro”.
La Fiom Cgil nazionale e quella territoriale, segnalando che da metà luglio in poi saranno organizzate sul territorio le assemblee sindacali unitarie con tutti i lavoratori, tornano a dire che “non cambia in nessun modo il giudizio sull’operato della Jsw: il testo sottoscritto contiene però quelle importanti garanzie sull’occupazione che erano state richieste da parte sindacale”.











