Genova, sotto gli occhi del ministro un piano di investimenti da 3,6 miliardi
Foti in visita per vedere a che punto è la nuova diga foranea

Il sopralluogo del Ministro Foti nel porto di Genova accolto dal presidente dell’istituzione portuale Matteo Paroli
GENOVA. Occhi puntati sulla nuova diga foranea di Genova nel sopralluogo effettuato dal ministro Tommaso Foti che nella squadra di governo ha il compito di occuparsi di affari europei, Pnrr e politiche di coesione. Di fronte a lui il presidente dell’Authority genovese Matteo Paroli ha squadernato l’identikit dell’aggiornamento sul complessivo piano di sviluppo infrastrutturale del sistema portuale: in ballo interventi che valgono un investimento di 3,6 miliardi di euro.
Grazie al sopralluogo è stato possibile verificare direttamente lo stato di avanzamento dei lavori della infrastruttura foranea: dal quartier generale dell’istituzione portuale la si presenta come una “tra le più complesse e innovative d’Europa dal punto di vista ingegneristico” e in grado di “rafforzare in modo strutturale la competitività del porto di Genova e dell’intero sistema logistico nazionale”. È una delle grandi opere fra le infrastrutture strategiche del Paese: i soldi li hanno presi dal Pnrr e dal Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari (Pnc). Obiettivo: allineare il porto di Genova all’evoluzione del trasporto marittimo internazionale. Come? Migliorandone “l’accessibilità nautica, la sicurezza della navigazione e la capacità di accogliere le navi di ultima generazione”.

Un momento del sopralluogo
Nella sua visita il ministro Foti è ststo accompagnato dal presidente della Regione Liguria, Marco Bucci (anche nella veste di commissario straordinario per la nuova diga), dall’assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone, dal subcommissario della struttura commissariale per la nuova diga, Carlo De Simone, dall’ammiraglio ispettore capo della Capitaneria di Porto di Genova, Antonio Ranieri, insieme ai rappresentanti della struttura commissariale e agli esponenti dell’Authority guidati dal presidente Matteo Paroli.
Così il commento del presidente Paroli, secondo quanto reso noto da Palazzo San Giorgio:
“Il sopralluogo conferma l’avanzamento di un’opera di straordinaria complessità ingegneristica, destinata a ridefinire in senso migliorativo l’operatività del porto di Genova. La nuova diga garantirà innanzitutto maggiori livelli di sicurezza della navigazione e di accessibilità nautica, consentendo allo scalo di accogliere nello storico bacino commerciale le navi richieste dall’evoluzione del trasporto marittimo”. Ma il suo valore strategico va oltre, a nota Paroli: la nuova configurazione del porto renderà disponibili “maggiori spazi operativi nelle aree esistenti, creando le condizioni per lo sviluppo del comparto commerciale di Sampierdarena e per il rafforzamento delle attività di costruzione e riparazioni navali”. A giudizio del presidente dell’ente portuale, si tratta di una trasformazione che “aumenterà la capacità complessiva del porto di rispondere alle esigenze della logistica e dell’industria marittima dei prossimi decenni”.











