«Troppo lunga la pausa per il troppo caldo»: operaio multato, scatta lo sciopero
Torna a salire la "temperatura" sindacale nella fabbrica in mezzo alle tensioni per la cessione

Lo striscione della Rsu davanti alla fabbrica livornese della Pierburg
LIVORNO. L’operaio è stato castigato dall’azienda perché si era fermato con una pausa per il caldo «durante una giornata caratterizzata da temperature estremamente elevate all’interno dell’officina», secondo quanto dice la rappresentanza sindacale di fabbrica. Dietro quello che la nota sindacale giudica «l’ennesimo provvedimento disciplinare ritenuto ingiusto e sproporzionato» c’è il fatto che l’azienda ha ritenuto “eccessiva” la durata del break e lo ha punito con «una multa pari a due ore di retribuzione». A quel punto è scattata la controreplica da parte del sindacato: la Rsu dello stabilimento ha proclamato per mercoledì 29 luglio «un’ora di sciopero alla fine di ogni turno di lavoro».
Tutto questo accade a Livorno, nello stabilimento Pierburg a poche centinaia di metri dal varco portuale Valessini: è una fabbrica che sta vivendo una fase delicatissima, visto che la casa-madre tedesca Rheinmetall ha deciso di vendere il settore legato a componentistica auto e dintorni, insomma tutto quel che non rientra nel perimetro delle produzioni militari. L’iter è andato avanti in mezzo a aspre lotte da parte dei lavoratori, che chiedono di avere le medesime garanzie che hanno ottenuto i dipendenti tedeschi con impegni vincolanti in fatto di tutele occupazionali.
«Da anni, nelle giornate di caldo intenso – spiega la rappresentanza sindacale dello stabilimento livornese di Pierburg – è prassi consolidata che i lavoratori possano effettuare brevi pause aggiuntive per tutelare la propria salute». Dalla trincea sindacale si tiene a sottolineare che stiamo parlando di «una modalità operativa sempre conosciuta e condivisa dai responsabili aziendali e dall’ufficio del personale, anche attraverso indicazioni verbali e comunicazioni interne». A ciò si aggiunga che «il dipendente sanzionato vanta un lungo percorso lavorativo ed è del tutto privo di precedenti disciplinari». Tutto questo ha fatto sì, dice la Rsu, che la vicenda abbia «subito riacceso il dibattito sulla sicurezza e la tutela della salute nei luoghi di lavoro durante le stagioni più calde»
In realtà, a giudizio della rappresentanza sindacale unitaria la scelta dell’azienda di passare alla multa «rappresenta un segnale allarmante: riteniamo inaccettabile che, anziché valorizzare il buon senso e la tutela della salute, si scelga ancora una volta la strada della sanzione disciplinare». Alle radici della vicenda – viene fatto rilevare – c’è «un clima di lavoro deteriorato» che il sindacato insiste a voler sottolineare: è «caratterizzato da un cattivo utilizzo dello strumento disciplinare che sta alimentando tensioni e malcontento all’interno dell’officina». Aggiungendo poi: «Nonostante le criticità evidenziate più volte al tavolo di confronto, la Rsu lamenta l’assenza di interventi efficaci da parte della direzione aziendale: da qui la scelta di incrociare le braccia».











