Authority Genova, parte il confronto sul nuovo Prg portuale di Sistema
Dal 4 settembre oltre 20 incontri, compresi anche i comitati

Palazzo San Giorgio sede dell’Authority genovese
GENOVA. Un tour de force con più di una ventina di confronti nell’arco di circa 40 giorni, a partire da venerdì 4 settembre. A metterlo in campo è l’Authority genovese in vista del nuovo “piano regolatore portuale di sistema”, descritto come »lo strumento chiamato a definire l’assetto e le destinazioni funzionali delle aree portuali del sistema per i prossimi decenni». Il calendario riguarda la comunità marittimo-portuale, le istituzioni interessate, le associazioni di categoria e gli altri portatori di interessi pubblici e privati coinvolti dalle scelte di pianificazione.
Lo scopo di questo round di incontri è presto detto:
- illustrare le ipotesi in corso di definizione,
- fornire un quadro chiaro degli indirizzi e delle proposte allo studio,
- acquisire eventuali elementi utili prima dei successivi passaggi istituzionali.
L’Autorità di Sistema Portuale guidata da Matteo Paroli annuncia di aver scelto di affiancare a questo programma – in «un’ottica di trasparenza e ascolto», come viene messo in evidenza – specifici incontri «anche con i comitati e le associazioni dei cittadini che hanno manifestato interesse per le tematiche portuali e, in particolare, per gli aspetti che riguardano il rapporto tra porto e territorio». A conclusione di tale percorso, tramite uno spazio web dedicato saranno resi disponibili i documenti e i materiali presentati dall’istituzione portuale così da permettere a tutti gli interessati di poterli consultare.
Dal quartier generale di Palazzo San Giorgio si mette l’accento su un aspetto: il percorso di informazione e ascolto «non modifica ruoli e competenze stabiliti dall’ordinamento: la responsabilità della pianificazione delle aree portuali resta attribuita all’Autorità di Sistema Portuale, secondo quanto previsto dalla normativa». Semmai la scelta dell’ente mira a accompagnare l’esercizio di questa funzione – è stato detto – con una informazione chiara verso i soggetti interessati garantendo accessibilità alle ipotesi elaborate.
La presentazione e discussione in comitato di gestione è da mettere in preventivo tra fine dicembre e gennaio così da avviare la “valutazione ambientale strategica” (Vas). Poi partirà l’ordinario iter amministrativo previsto all’articolo 5 della legge 84/94, Vas inclusa. Come supporto ai fini della trasparenza del percorso è stata coinvolta Avventura Urbana, società specializzata nei processi di interlocuzione con stakeholder e territori.
Così il commento del presidente Matteo Paroli: «La pianificazione portuale è una delle responsabilità più rilevanti affidate dalla legge alle Autorità di Sistema Portuale perché determina le condizioni di crescita e competitività dei porti e incide sul loro rapporto con le città e con il territorio. Vogliamo esercitare questa responsabilità con trasparenza, illustrando le ipotesi su cui stiamo lavorando prima dei passaggi istituzionali e ascoltando i soggetti interessati. Lo faremo con la comunità marittimo-portuale, con le istituzioni e le associazioni di categoria, ma abbiamo scelto di aprire l’interlocuzione anche ai comitati e alle associazioni dei cittadini. È il modo con cui intendiamo costruire un rapporto più evoluto tra porto e città, intesa nella sua dimensione più ampia: non soltanto le istituzioni, ma le comunità, i territori e le realtà economiche e sociali che con il porto convivono e si confrontano». Aggiungendo poi: «Un grande porto deve poter programmare il proprio sviluppo e, allo stesso tempo, essere capace di spiegare le proprie scelte. Questa apertura non mette in discussione ruoli e competenze, ma qualifica il modo in cui intendiamo esercitarli: con capacità di ascolto e piena assunzione della responsabilità delle scelte. I porti di Genova e Savona-Vado hanno l’obbligo di crescere e di generare valore, ma devono farlo in armonia con le città che li ospitano».











