Lega Navale al contrattacco per dire alt al calo della piccola nautica
Diminuiti del 35,7% in dieci anni i natanti sotto i 10 metri

ROMA. Il settore della piccola nautica da diporto – l’abbiamo già scritto anche a proposito dei saloni nautici – registra un forte calo dei natanti (unità entro i 10 metri), che sono diminuiti del 35,7% nell’arco dell’ultimo decennio (tra il 2015 e il 2024), parallelamente a una contrazione del 22% delle unità immatricolate complessive.
A fronte di questa crisi della nautica tradizionale — causata principalmente da costi di gestione elevati (fino a 9.500 euro all’anno per mantenere un’imbarcazione media) e da una pesante burocrazia che spinge molti a cancellarsi dai registri italiani — la Lega Navale Italiana si sta proponendo come valida soluzione per rendere il mare accessibile, economico e sicuro.
Mentre i privati vendono o dismettono i propri natanti a causa delle spese fisse dei posti barca privati, la Lega Navale Italiana – scrive in una sua dichiarazione la presidenza nazionale – contrasta questa tendenza offrendo un modello alternativo basato sull’associazionismo:
- accessibilità economica: Tramite le proprie basi nautiche e le sezioni territoriali, la LNI promette di garantire ai soci la gestione e l’ormeggio dei natanti a tariffe agevolate e calmierate rispetto alle marine private.
- boom di iscritti: A dimostrazione che la voglia di andare per mare non è svanita, la Lega Navale ha registrato il suo record storico con oltre 63.800 soci, trainata soprattutto da un incremento del 21% della partecipazione dei giovani under 25.
- corsi e patenti nautiche: L’ente spinge sulla formazione per permettere anche a chi non possiede una barca di navigare attraverso l’uso dei mezzi associativi, nonostante le recenti discussioni











