Dottore in filosofia honoris causa il patriarca della pace in Terra Santa
Il cardinal Pizzaballa: nessuna sicurezza senza riconoscere l’altro

Da sinistra il rettore della Scuola Sant’Anna Nicola Vitiello e il cardinale Pierbattista Pizzaballa
PISA. «L’umanità dell’altro non è soltanto una questione morale: è una condizione del nostro stesso futuro». Parola del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, nella “lectio magistralis” a Pisa nel corso della cerimonia in cui gli è stato conferito il diploma di Philosophiae Doctor honoris causa in “Human rights, global politics and international studies” da parte della Scuola superiore Sant’Anna. Fra le motivazioni c’è «il suo straordinario impegno per la promozione e la difesa del diritto internazionale e dei diritti umani, in particolare del diritto alla libertà religiosa».
Il cardinale viene visto come «punto di riferimento per chi invoca pace e dialogo» in una terra e in un momento storico segnato dalla strage dei bambini di Gaza: si è distinto – è stato sottolineato – perché «ha saputo incarnare i valori di speranza e umanità» ed è stato vicino alle popolazioni civili, in particolare nella Striscia di Gaza, cercando in ogni modo soluzioni per far cessare i massacri. Ad esempio, con la sua richiesta di potersi sostituire ai bambini israeliani presi in ostaggio da Hamas durante l’attacco del 7 ottobre 2023; con l’incontro con alcune famiglie di ostaggi; con le visite alla parrocchia cattolica a Gaza dopo il raid israeliano del luglio dello scorso anno; l’impegno per assicurare la distribuzione degli aiuti umanitari alla Striscia; il sostegno costante alla comunità cristiana nei territori della Cisgiordania. Quantio al ruolo delle scuole e delle università, Pizzaballa l’ha spesso descritto come “officine di nuova umanità”, cioè «luoghi dove favorire spazi di confronto e promuovere una cultura basata sul rispetto dell’altro, sulla diplomazia e sul dialogo».
Dopo la lettura della motivazione del conferimento da parte di Francesco Strazzari, coordinatore del PhD in “Human rights, global politics and international studies”, e la “laudatio” di Edoardo Greppi, professore emerito di diritto Internazionale all’Università di Torino, incentrata sul percorso biografico del cardinale Pizzaballa, il rettore Nicola Vitiello ha consegnato al cardinale il diploma di Philosophiae Doctor honoris causa.
Al termine, la “lectio magistralis” che il cardinale, classe 1965, bergamasco di Cologno al Serio, ha dedicato a “L’umanità dell’altro: dignità e diritti nel tempo della guerra”. Sotto la luce dei riflettori un interrogativo che pesa come un macigno: come custodire l’umanità dell’altro quando la realtà in cui viviamo sembra spingerci a negarla?
L’umanità dell’altro – questa la sottolineatura del cardinal Pizzaballa – la si riconosce «nella sua dignità e nelle sue differenze». Un concetto filosofico astratto? Forse, ma Pizzaballa lo declina nel concreto: bisogna «creare le condizioni affinché possa tradursi in relazioni e responsabilità concrete». Il cardinale mette in guardia dalle (doppia) tentazione del nostro tempo: credere che «la sicurezza possa essere raggiunta senza l’altro e che la libertà possa essere difesa contro l’altro». Non ci gira intorno, è esplicito il richiamo a quanto accade in Terra Santa: prima o poi, il futuro che abbiamo negato agli altri finisce per impoverire anche il nostro.
Alla cerimonia nell’aula magna dell’istituzione universitaria pisana erano presenti, oltre al rettore della Scuola, Nicola Vitiello, la ministra dell’università Anna Maria Bernini e la presidente della Conferenza dei rettori degli atenei italiani, Laura Ramacciotti.











