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Le flotte i consumi le utopie

Manuel Grimaldi

ROMA – C’è chi subisce la crisi e chi, con la forza dei buoni servizi e con l’impegno costante a migliorarli, la fronteggia e cresce ancora. E’ il caso del gruppo armatoriale Grimaldi di Napoli: il bilancio dei primi due quadrimestri del 2013 ha registrato infatti nel suo comparto delle Autostrade del Mare una crescita di 150 mila auto e di oltre 200 mila passeggeri. Dati che erano stati già preannunciati nel corso della convention di Ischia e che adesso hanno la conferma ufficiale: insieme a quella dell’ordine di una nuova nave alla Hyundai, un modernissimo ro/ro da 40 mila tonnellate di stazza e dal valore di 70 milioni di dollari.
La crescita non avviene senza problemi. E tra questi c’è il costo del carburante, che è ormai nettamente superiore – ha riferito Manuel Grimaldi – al costo dei 10 mila dipendenti: 800 milioni all’anno di fuel contro 300 milioni per il personale.
[hidepost]Proprio per ottimizzare le spese, il gruppo sta adottando sulle proprie nuove navi motori che hanno ridotti consumi, sempre con la massima attenzione all’ambiente, che è una delle caratteristiche della flotta partenopea. E si studiano anche nuove eliche e nuovi trattamenti di carena per ridurre l’attrito, con investimenti continui e cospicui nella ricerca.
Soluzioni concrete a problemi concreti. Però sul tema continua ad esserci un gran polverone, probabilmente alimentato anche dai “lanci” da parte di Bruxelles che insiste in crociate sui carburanti “ultra-puliti” giudicate da molti esperti come grida manzoniane o poco più. Si dovrà arrivare certamente – e tutti lo riconoscono – a una progressiva riduzione delle emissioni nocive nei porti e anche in altomare. Ma prima di avere motori con fuel a zero zolfo o di avere un uso generalizzato del gas, dovrà passare altro tempo: e penalizzare lo shipping con annunci di normative poco realistiche non è probabilmente la strada giusta per aiutare la ripresa.
A.F.

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Pubblicato il
16 Novembre 2013

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